mercoledì 29 aprile 2015

E' primavera: facciamo la minestra di prato!

Il verde grasso e lucente dei prati, l'aria piena di profumi e la miriade di margheritine e fiori di tarassaco che dipingono il paesaggio non lasciano alcun dubbio sul fatto che è primavera inoltrata, e bisogna assolutamente approfittare delle giornate di sole per portare a spasso i bimbi e per raccogliere i preziosissimi germogli che la natura ci può regalare solo in questo periodo del
l'anno. Con un duenne e un neonato raccogliere erbe non è così facile…ma si può fare!
 


Qualche giorno fa guardavo sconsolata questo spettacolo dal balcone di casa pensando che non ce l'avrei mai fatta… ma il calore del sole e l'azzurro del cielo hanno defenestrato ogni insicurezza e mi sono decisa a tentare l'avventura. Così, dopo un'ora buona di lavaggi, vestizioni e cambi pannolino esco di casa col piccolo nel marsupio, due sacchetti di plastica per la raccolta in tasca e con il grande che mi precede, strafelice di poter andare finalmente fuori a sfogarsi. Obbiettivo: raccolta sclopets (silente), germogli di luppolo e piantaggine per frittata e/o per la minestra depurativa che di solito preparo in questo periodo dell'anno, e che sa proprio "di prato". 

Ore 9:30: varchiamo il cancello di casa. Dopo 5 passi, ecco la prima crisi del grande. Il tragitto che propongo evidentemente non soddisfa le sue aspettative e si siede per terra sull'asfalto subito fuori casa, piangendo sconsolato.
Io accarezzo i sacchetti che ho in tasca e penso: ok, non ce la farò mai. Torniamo indietro e assecondo il duenne, che dopo aver circumnavigato per 2 volte la casa, diventa più affabile. Ripartiamo entusiasti dopo aver superato un nuovo ostacolo: l'aiuola della nonna. Il nano infatti si accontenta di sradicare solo 3-4 fiorellini, poi riparte.



Ore 9:50: dopo varie tappe (fiorellini, cartelli stradali, tombini in cui gettare sassi) arriviamo all'agognato luogo della raccolta. Uno spettacolo! Si intravede la nonna in lontananza che cura l'orto, facciamo un salto a salutarla e a dire ciao alle galline. Fortunatamente trovo una zona strapiena di sclopits e li raccolgo in un batter d'occhio… trovo anche qualche germoglio di luppolo (nella foto), piantaggine a volontà e anche la "barbe di bec", che però non conosco bene. 



Nel frattempo il nostro eroe ha trovato un meraviglioso passatempo: scavare nelle "farcadices" (i mucchietti di terra scavati dalle talpe) e gettare sassi, fiori e terra nei bidoni per la raccolta dell'acqua. Questo è il risultato:
Ore 11:00 si riparte, io sudatissima ma soddisfatta, il piccolo ancora nel mondo dei sogni (l'arietta primaverile è micidiale, ha dormito da quando siamo usciti fino al rientro) e il grande un po' contrariato perché ho interrotto il suo gioco, ma ha fatto il bravo e ha camminato da solo per tutto il tempo.
Risultato: 850g di erbe raccolte, 80% silene, resto piantaggine e qualche germoglietto di luppolo! La sera ho preparato un passato di verdure cuocendo il tutto con 4 patate medie e frullando col minipimer. Un pizzico di sale ed ecco il risultato… lo so, non è molto invitante, ma il sapore era ottimo! L'avrebbe mangiata anche il grande, se si fosse degnato di assaggiarne un po'...



lunedì 20 aprile 2015

Una domenica di ordinaria follia

16:03, Sono appena tornata a casa dal lavoro intenzionata ad approfittare di questa domenica di sole per fare una passeggiata al lago, ma, mannaggia a me, giro la testa e vedo una montagna di panni da stirare che mi guarda minacciosa. Mi arrendo e decido di dedicarmi alle faccende domestiche.

Ma cavoli, però! Quando inventeranno i vestiti auto-stiranti e le case auto-pulenti?!

Mi rintano in stireria in compagnia del mio nanetto preferito e inizio a stirare, mentre lui sfoglia un libro sugli aerei. Cinque minuti dopo si toglie pantaloni, boxerini epannolino. Lo lascio fare, dopotutto ha 2 anni passati e, grazie al super vasino portato da Babbo Natale, mi avvisa spesso quando deve fare la pipì, quindi deduco che abbia raggiunto da solo la maturità per farla come i grandi.

Continuo a stirare e sento una vocina gridare: “Mia! Mia!”. “Cosa è tua, amore?” chiedo ingenuamente. “NO, mia!” ripete. Mi volto e lo vedo nell’angolino con la pupù in mano…

Lo butto nella vasca sconsolata e mi chiedo quanto ci vorrà per passare definitivamente alla modalità mutandina.

Non ti ho mai visto, eppure..

Sono una persona forte, almeno in apparenza, mi piego, ma non mi spezzo, mi demoralizzo facilmente, ma altrettanto velocemente cerco una soluzione, faccio fatica a esternare le mie emozioni e i miei sentimenti, infatti posso apparire piuttosto algida. Ci sono degli avvenimenti, però, che sebbene tenti di tenere celati, continuano a riaffiorare.

Sono passati tre anni e mezzo da quel test positivo, dall’entusiasmo e dalla stanchezza tipici dei primi mesi di gravidanza, ma sono passati tre anni e quattro mesi da quando il tuo cuoricino a smesso di battere, da quando mi è crollato il mondo addosso, da quando ho preferito far finta di nulla piuttosto che ricordare quel dolore atroce. 

Eh sì, non ti ho mai visto né conosciuto, ma da quel giorno fai parte di me. Non ti ho mai dimenticato e mai lo farò.

sabato 18 aprile 2015

Il puerperio (ovvero: non suonate quel campanello)

Normalmente (quando i livelli ormonali sono ottimali) sono una persona tranquilla, zen, rilassante… non mi arrabbio quasi mai, so mantenere la calma in ogni situazione e riesco a gestire i conflitti senza perdere il controllo. Ma durante il puerperio… parliamone.  Non a caso c'è chi sostiene che la gravidanza non duri nove mesi, bensì diciotto: i primi nove per mettere al mondo il bambino; i secondi nove per recuperare la propria forma e il proprio equilibrio psicosociale.

Beh, in questi giorni l'irritabilità e l'insofferenza hanno raggiunto livelli inimmaginabili.  E la causa scatenante non sono i bimbi (il "grande", un adorabile chiacchierone  di 26 mesi, in piena fase "mi faccio venire una crisi di pianto ogni 10 minuti", e il piccolo, 32 giorni)… bensì tutto il resto del mondo.

Ok, è vero, non sono mai stata particolarmente socievole e di compagnia, ma mai al punto di desiderare di diventare invisibile  ogni volta che sto per incontrare un essere umano che sta per "intralciare la mia routine"! E  non solo fisicamente. Quando leggo l'ennesimo messaggio del tipo: "Come va?", oppure: "Com'è il nuovo arrivato? E' bravo come il suo fratellone"? penso: "Bene, grazie, ora non ho tempo, rispondo dopo" ma in realtà ripongo inconsciamente il cellulare in un rifugio ben distante dai luoghi di passaggio più frequentati (tipo sopra l'armadietto del bagno) e mi impegno in qualche improbabile faccenda domestica pur di dimenticarmi che devo rispondere…
Il fattore "mamma orsa" si acuisce nel momento in cui, dopo aver lavato, vestito, cambiato, cibato la prole ti vesti in fretta e furia per uscire a fare una mini passeggiata al sole (che da noi, si sa, non abbonda) ed ecco che suona lui, il tuo più acerrimo nemico: il campanello. E devi rinunciare anche a quella mezz'ora d'aria per ricevere una spedizione del corriere, o per intrattenere il conoscente che è venuto a portare un pensierino, che rimane solo cinque minuti, per carità, ma non puoi lasciarlo andare senza un caffè, e quando hai finito è già ora di preparare il pranzo e al pomeriggio c'è troppo vento per uscire e i bimbi dormono, e quindi pazienza, usciremo domani. E se ce la fai a varcare la soglia del cancello, dopo 10 minuti incontri l'amica che "deve sempre passare a trovarti ma non ha mai tempo" e ti bombarda di domande per un quarto d'ora mentre ti fai strattonare dal grande che dopo 20 secondi già non ne può più e il piccolo nel marsupio si agita perché dorme solo se rimani costantemente in movimento.

Ma non pensate che basti annunciarsi e "prenotare un appuntamento" per risolvere tutti i problemi! Perché capiterete sicuramente nel pomeriggio in cui avrei potuto recuperare un po' di sonno, o approfittare della nanna dei bimbi per sistemare un po' la casa. Non riesco a sostenere nessun argomento di conversazione, quindi a maggior parte delle volte mi limito a rispondere a monosillabi, sorridere e annuire. Un consiglio: se avete intenzione di venire a lamentarvi che non dormite, che al lavoro va male, che siete ingrassati e che non avete tempo per guardare la tv, rimanete a casa e ripassate tra qualche mese. Sempre se ci tenete alla vostra incolumità, ovviamente.

Naturalmente la mia aggressività repressa la devo pur sfogare in qualche modo… e qui entra in gioco il marito-cuscinetto. Che si deve sorbire le "lune" e i silenzi facendo molta attenzione a non fare nulla che possa peggiorare la situazione (missione impossibile). 

Poi mi lascio sopraffare dalle mie stesse contraddizioni, e penso: ma come?! Mi lamentavo sempre del fatto che le neomamme subito dopo i primi affollati giorni di visite e regali vengono isolate dalla società e ora mi infastidiscono perfino gli sms? 
La verità è che vorrei concentrarmi interamente sui miei bambini. Perché so che questo periodo, per quanto impegnativo e stancante, è il momento più prezioso per poterli seguire in ogni istante della giornata. Perché so che un giorno non lontano ricomincerò a lavorare, e non potrò osservarli da vicino e giocarci spensieratamente come sto facendo in questi giorni. Dormo poco, ho sempre mal di testa e devo fare attenzione a tante cose per recuperare fisicamente, ma non voglio affidarli a qualcun altro: ne sento subito la mancanza e ho bisogno di conoscerli e di osservarne la crescita per sapere come dovrò comportarmi in futuro. 

Amici, parenti, genitori, conoscenti, e soprattutto marito: incassate i colpi e abbiate pazienza! Prima di quanto non crediate quell'essere sfuggente e aggressivo in cui si è trasformata la donna che conoscevate lascerà il posto ad una mamma/moglie/amica ancora più meravigliosa ed efficiente di prima... nel frattempo. rideteci sopra!