Spunti di riflessione, esperienze ed idee per vivere al meglio la genitorialità tra le nostre montagne
domenica 20 dicembre 2015
martedì 27 ottobre 2015
Il potere del canto
Uno dei metodi più efficaci per tranquillizzare il proprio bimbo è il
canto. Il ritmo lento di una ninna nanna placa ogni agitazione e il
timbro della voce materna risulta sempre piacevole ed ipnotico per il
neonato, a prescindere dalle qualità canore della mamma.
Io amo la
musica, ma sono timida e per nulla abituata a cantare. La maternità mi
ha dato l'opportunità di superare questo blocco, ed ora - per quanto
continui ad essere stonata e fuori ritmo - ho la soddisfazione di
trovare negli occhi dei miei bimbi un pubblico silenzioso e adorante :)
Questa
è la ninna nanna che adoro cantare quando metto a letto i bimbi. L'ha
scritta Giorgio Ferigo, medico, libero intellettuale e musicista che ha
dato un contributo impagabile alla crescita culturale della nostra
Carnia. Purtroppo non ho avuto la possibilità di conoscerlo di persona,
ma ogni volta che ascolto la sua musica o leggo le sue parole un misto
di stima e amarezza invade il mio animo.
Sarebbe bello raccogliere
le filastrocche e le ninne nanne che ci cantavano le nostre mamme e le
nostre nonne… Voi ne conoscete qualcuna?
sabato 17 ottobre 2015
Svezzamento e allergie alimentari: facciamo chiarezza!!!
Da qualche anno a questa parte le indicazioni sullo svezzamento sono cambiate: prima, l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandava l'allattamento esclusivo al seno fino al 6 mese di età, per poi introdurre gradualmente gli alimenti sotto forma di pappe a base di brodo / passato di verdura, a cui aggiungere farine, grana, olio d'oliva e proteine animali (omogeneizzati di carne e pesce). Ora, invece, i pediatri sottolineano l'importanza dei cosiddetti "assaggini": alcuni studi, infatti, hanno evidenziato la necessità di far assaggiare ai neonati già tra il 4 e il 6 mese di vita il cibo degli adulti.
Si è infatti osservato che ritardare l'introduzione di alcuni alimenti ritenuti allergizzanti (come l'uovo o alcuni tipi di frutta) provoca un aumento della possibilità di sviluppare allergie in soggetti predisposti geneticamente. Questa piccola rivoluzione ha causato non poca confusione, soprattutto nelle mamme che hanno già avuto bimbi in passato e che, a distanza di pochi anni, si trovano ad affrontare in modo completamente diverso questa importante tappa per lo sviluppo del neonato.
Cerchiamo di capire cosa fare e cosa non fare assieme al dottor Fior, pediatra e allergologo presso l'ospedale di Tolmezzo.
Le nuove linee danno ragione alle nonne, che spesso disapprovavano i rigidi schemi alimentari adottati fino a poco tempo fa. Possiamo dire che c'è stato un ritorno alle origini? Cos'ha fatto cambiare idea a medici e studiosi?
Prima di tutto chiariamo una cosa: svezzare vuol dire sostituire un pasto di latte con qualche altro alimento. Gli "assaggini" consistono in piccole dosi di alimento da somministrare tra il 4 e il 6 mese di vita del bimbo, mentre lo svezzamento avviene di regola nel sesto mese.
L'importanza di un contatto precoce con tutti i cibi, soprattutto con i più allergizzanti (uovo pomodoro, pesce) è stata dimostrata scientificamente.
Succede che minime quantità di alimenti comuni - come quelli presenti ogni giorno sulla nostra tavola, negli odori della cucina, sulle mani o sulle labbra dei genitori - siano in grado di depositarsi e passare la barriera cutanea, attivando in loco la risposta di linfociti Th2 con produzione di immunoglobine (un tipo di anticorpi) specifiche: questo provoca la reazione allergica. Se gli stessi alimenti vengono introdotti attraverso la via orale, si attiva invece una risposta del versante Th1, che induce tolleranza. In parole più semplici, il contatto precoce con le vie digestive induce tolleranza, mentre la sensibilizzazione nei confronti degli alimenti avviene attraverso la via cutanea nei soggetti predisposti geneticamente. Questi soggetti hanno una particolare conformazione della cute che la rende permeabile alle molecole dell'alimento; tali molecole possono essere presenti in sospensione nell'ambiente domestico quando si cucina, o possono essere depositate sulla cute del bambino dalla mamma che ha mangiato uovo, ad esempio quando bacia il bambino.
Uno studio americano antecedente a queste evidenze scientifiche dimostrava, su un grosso numero di bambini allattati esclusivamente al seno, che tanto più a lungo durava l'allattamento, quanto più questi bambini rischiavano l'allergia alimentare. Allora non c'era spiegazione per questo fenomeno: oggi, invece, sappiamo che questi bambini rischiavano di più l'allergia alimentare perché tendevano a introdurre tardi gli alimenti diversi dal latte. è quindi utile consigliare un contatto precoce con ogni tipo di alimento già dal 4 al 6 mese di vita (finestra di tolleranza immunologica).
Qual'è la differenza tra allergia e intolleranza?
L'allergia si verifica quando viene coinvolto il sistema immunitario: in caso di allergia, anche una piccola quantità di alimento può scatenare una reazione allergica (manifestazioni sulla pelle, vomito, coliche addominali, diarrea… fino allo shock anafilattico); con l'intolleranza, invece, il meccanismo non è mediato dal sistema immunitario e pertanto insorge quando c'è il consumo di un certo quantitativo di alimento.
Parliamo ancora un po' degli "assaggini". Dal 4 al 6 mese dovremmo permettere al bimbo di assaggiare il cibo degli adulti, facendolo quindi partecipare al nostro pranzo e alla nostra cena. Ma le nostre pietanze sono condite e salate: come la mettiamo con il divieto di sale e zucchero per tutto il primo anno di vita del bimbo?
Quando parliamo di assaggini la quantità di cibo è minima, pertanto la presenza del sale è ininfluente. Dal sesto mese, età dello svezzamento, è previsto l'utilizzo moderato del sale e dello zucchero. La presenza del sale nella dieta è importante per l'apporto di iodio (sale iodato), molto utile nel bambino piccolo per un buon funzionamento della tiroide. Questo vale a maggior ragione qui in Carnia, essendo le nostre acque di montagna particolarmente povere di questo elemento.
A 4 mesi i neonati, abituati alla suzione, estromettono la lingua e non riescono ancora ad inghiottire sostanze non liquide. Come facciamo quindi a somministrare questi assaggini?
Gli assaggini consistono in una quantità di alimento veramente piccola, per la quale non serve la masticazione: ad esempio, un pezzetto minuscolo di frittata, il sugo di pomodoro, il gelato alla crema… Il bambino stesso diventa una guida in questo atteggiamento in base al suo interesse per il cibo che c'è in tavola.
A chi soffre di una qualche intolleranza spesso viene consigliato di sospendere per periodi più o meno lunghi l'assunzione dell'alimento che provoca il malessere. E' corretto intervenire in modo così drastico sulla dieta ?
Assolutamente NO. Mai togliere dalla dieta un alimento già consumato: c'è il rischio di ottenere l'effetto contrario, in quanto l'individuo può avere reazioni gravi (anafilassi) alla reintroduzione dell'alimento.
Ricapitolando, queste sono le regole da seguire:
1) Non attivare mai la politica della prevenzione basata sull'evitamento, né prima né dopo la nascita, alla mamma che allatta o durante lo svezzamento.
2) Anticipare piuttosto che ritardare il contatto con tutti gli alimenti, appena il bambino si dimostra pronto, provando già dal 4 mese compiuto.
3)Offrire piccole quantità per volta degli alimenti più allergizzanti: uovo, latte, frumento, pesce.
4)Svezzare mantenendo il latte materno.
5) Non sospendere mai un alimento se già mangiato senza sintomi reaginici, ma non sospendere nemmeno un alimento che abbia causato sintomi reaginici solo modesti o a dosi elevate: bisogna comunque mantenerlo nella dieta a dosi più basse, che andranno poi aumentate progressivamente fino alle quantità abituali.
Quali sono i sintomi evidenziati dal bimbi nel caso di un'intolleranza o di un'allergia alimentare? L'eczema è una possibile reazione?
Se il bimbo assaggia presto questi alimenti non sono prevedibili reazioni, né immediate né future. Il risultato dell'introduzione di tutti gli alimenti tra i 4 e i 6 mesi permette all'organismo di trovare un equilibrio tra l'induzione della tolleranza (vie digestive) e la sensibilizzazione (vie cutanee). Se invece viene a mancare l'induzione della tolleranza per via digestiva, lasciamo libera la strada della sensibilizzazione (allergizzazione) della via cutanea.
L'Eczema, contrariamente a quanto si credeva un tempo, non ha nulla a che fare con l'allergia alimentare, almeno nelle fasi iniziali, perché è determinato geneticamente. Si pensava che l'allergia alimentare fosse la causa prima della dermatite atopica, e invece è la dermatite stessa, con il suo difetto di barriera geneticamente determinato, che permette la sensibilizzazione allergica agli alimenti. Va curato adeguatamente con creme cortisoniche, le quali -sottolineiamo- non hanno alcun effetto collaterale e permettono una buona gestione dell'eczema stesso. Un buono schema di applicazione della crema cortisonica è quello dell'utilizzo per due giorni consecutivi per settimana per tempi lunghi (mesi o anche anni). è fondamentale avere un buon controllo dell'eczema perché: 1) disturba il bambino; 2) si può sovrainfettare con le lesioni da grattamento; 3) è un'ulteriore porta aperta alle molecole di ingresso dell'alimento (vedi sopra). La storia naturale dell'eczema è quella di una spontanea guarigione entro i primissimi anni di vita. Ovviamente, nel frattempo, noi dobbiamo garantire il perfetto controllo del problema, come abbiamo appena illustrato.
Qualche ricetta?
La risposta è molto semplice: bisogna seguire i gusti del bambino con una dieta assolutamente libera, dove l'unica limitazione è l'incapacità di masticare!
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giovedì 8 ottobre 2015
Yoga preparto a Tolmezzo!
Il percorso è incentrato sulla pratica di posizioni del corpo specifiche, sulle tecniche di respirazione e di rilassamento.
Tutti gli esercizi sono utili per gestire al meglio il proprio stato
d’animo e permettono di conoscere consapevolmente il proprio corpo e la
trasformazione a cui andrà incontro.
Il percorso parte il 15 ottobre.
PER INFORMAZIONI RIVOLGERSI ALL’ ASSOCIAZIONE “LILA”
NR.TEL.: 348/ 7444 267
E-MAIL: associazionelila@gmail.com
www.associazionelila@altervista.org
FB: Associazione LILA
martedì 15 settembre 2015
Cerchi una tata, trovi un'amica...
E' stato un ottimo inizio, si è dimostrato sicuro di sè e non ha versato neanche una lacrima (per ora… vedremo cosa succede quando capirà che andare all'asilo non è un diversivo bensì un impegno quotidiano), e sono più che certa che la sua fiducia in sé e la mia positività siano dovute alla bellissima esperienza che abbiamo avuto con Elisa Cacitti, la nostra tagesmutter di fiducia. Da quando aveva 2 anni, infatti, io e il papà abbiamo deciso di portare nostro figlio in un nido familiare, affinché cominciasse a relazionarsi con i suoi coetanei in un ambiente più contenuto e meno affollato rispetto agli asili nido tradizionali. Abbiamo visitato il nido familiare "hola luna", a Casanova di Tolmezzo, e abbiamo trovato esattamente cosa stavamo cercando. L'ambiente creato da Elisa è tutt'altro che asettico e iperprotetto: i bimbi imparano così a salire e scendere le scale, a non cadere dal divano, e persino ad alimentare il fuoco nella stufa. E soprattutto cominciano già a relazionarsi con i propri coetanei, imparando gradualmente quali sono le regole fondamentali per giocare assieme.
Elisa ha seguito l'inserimento del bimbo, mi ha sostenuta nell'affrontare i "terrible twos" e le conseguenti crisi di pianto, ha posto le mie domande alle sue pedagogiste di riferimento e mi ha offerto più di un caffè per parlare delle mie insicurezze in un ambiente amichevole e incoraggiante. Il nido d'infanzia familiare è infatti concepito per venire incontro alle esigenze delle famiglie che hanno un bimbo di età tra 3 e 36 mesi, offrendo orari flessibili e la possibilità di usufruire del servizio con una frequenza ponderata sulle specifiche necessità del bimbo e dei suoi genitori. Le tariffe sono molto convenienti, e la qualità dell'attività educativa è garantita dall'esperienza e dal titolo di studio della tagesmutter, la quale, a differenza di una baby sitter, deve seguire periodici corsi di aggiornamento e opera sotto alla supervisione di un'associazione regionale riconosciuta (La Gerla). Anche il menu è programmato in base alle direttive dell'azienda sanitaria; da Elisa in particolare c'è una grande attenzione ai prodotti locali e naturali.
Da lei abbiamo trovato ispirazione per tante attività da riproporre a casa, e ci ha passato diverse "dritte" che ci sono state di grande aiuto nei piccoli grandi passi della nostra piccola peste, dallo spannolinamento all'arrivo del fratellino… per non parlare delle quantità di vestiti e oggetti che ci ha passato.
Il grande è ormai passato al grembiulino azzurro, ma tra poco ricomincerò a lavorare e dopo la prima esperienza più che positiva sono felice e sollevata di potermi affidare di nuovo ad Elisa per portarle il piccolo, che ha ormai sei mesi.
Per chi volesse contattarla, questo è il suo numero di telefono: 3396308287
Grazie Elisa, e buon lavoro!
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| Il piccolo orto che Elisa coltiva assieme ai bimbi |
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| Parte del giardino estivo |
mercoledì 22 luglio 2015
Ciao Giorgio!
Tra poche ore avresti compiuto 60 anni, invece, come hai sempre sostenuto da quando ti ho conosciuto, non riuscirai a festeggiarli.
Il destino è stato avverso con te, hai convissuto con molti problemi di salute, ma eri forte, non ti lamentavi mai, ti rassegnavi alla volontà divina e dicevi che Ricky era la tua medicina.
Sei entrato nella mia vita quand'ero poco più che una ragazzina e mi hai subito accolta come una figlia.
Mi ricordo ancora il giorno in cui mamma mi disse che aveva conosciuto un uomo che le piaceva e con cui si poteva parlare tranquillamente. Dopo aver vinto lo scetticismo iniziale ho voluto conoscerti e, sì, mamma aveva ragione. Tu ascoltavi, mi capivi più di qualunque altra persona e mi hai trattata come tua figlia da subito. Hai saputo donarmi tantissimo affetto, trattavi me e la mamma come principesse e facevi tutto per noi, ti preoccupavi e ci eri sempre accanto, come e più di un papà.
Caratterialmente ci assomigliavamo: entrambi lunatici, diretti e, a volte, burberi, forse per questo ci capivamo alla perfezione.
Due anni e mezzo fa Riccardo ti ha permesso di diventare nonno e i tuoi occhi hanno iniziato a brillare di una luce diversa, più intensa. Avevi perso la testa per lui e ovunque andassi lo nominavi. La sera ti aspettavamo per scambiare quattro chiacchiere e ridere parlando di Ricky. Spero che almeno lui sia riuscito ad alleviare questi ultimi anni difficili e spero di essere riuscita a farti capire quanto ti adoravo e che per me eri come e più di un papà: un papà di quelli speciali!
Rimpiangerò sempre di non saper esprimere i miei sentimenti e di non essere riuscira a dirti esplicitamente dhe ti volevo bene.
Ora sei diventato la nostra stella e non possiamo far altro che salutarti e mandare un bacino rivolti alla stella più bella ogni sera.
Ci manchi tanto Nonno Giorgio, veglia su di noi e sulla mamma!
Un abbraccio
Hilary e Riccardo
lunedì 6 luglio 2015
Nonna docet: i consigli della nonna
Ammettiamolo, non c'è cosa più fastidiosa dei consigli che piovono dal primo istante in cui la gravidanza diventa nota, alla nascita del bambino, per poi continuare... credo per tutta la vita.
"Sarà sicuramente un maschio, perchè hai i fianchi stretti e la pancia bassa". Ok, ci hai azzeccato, ma i miei fianchi sono tutt'altro che stretti purtroppo.
"No sta tegni simpri tal brac chel frut" (non tenere sempre in braccio qual bambino, n.d.r.). Puoi anche aver ragione, ma che c...o te ne frega, le spalle sono mie, mica tue. Pardon my French!
La lista potrebbe continuare all'infinito, ma non è mia intenzione tediarvi con i luoghi comuni. Sono partita da alcuni esempi per dire che, a volte, non riesco nemmeno io a esimermi dal dare consigli e lo faccio a fin di bene, dopotutto si ha sempre qualcosa da imparare, no?! Qui di seguito vi elenco alcuni suggerimenti della nonna/rimedi casalinghi - non riguardanti solamente la maternità e i bambini - che potrebbero tornare utili:
- Vostro figlio ha la febbre? Ha già preso dosi industriali di tachipirina, ma comunque non scende? Provate a bagnare il suo corpicino, in particolare testa, inguine, caviglie e ascelle con dell'acqua fredda; il sollievo sarà immediato.
- Il piccolo ha la tosse e mal di gola? Un pediatra mi ha consigliato di non prendere in considerazione i vari sciroppi presenti in commercio e dargli latte e miele, l'unico antibiotico - naturale, tra l'altro - realmente efficace.
- Tuo figlio ha poco equilibrio e tende a cadere spesso provocandosi svariati bernoccoli?! Metti subito del burro sopra la botta e il bernoccolo sparirà magicamente. Funziona molto bene anche una crema a base di consolida maggiore.
- Ok, dare zuccheri ai propri figli non è proprio il massimo, ma un pò di gelato contro il mal di gola ci sta.
- Inserite qualche goccia di succo di limone nella lavatrice per dare ai capi di vostro figlio un odore fresco e pulito.
- La pelle del culetto del vostro bimbo è irritata? Avete provato con l'amido di mais? Mettetelo bene anche nelle pieghette della pelle.
- E per il mal di orecchie avete mai provato ad intiepidire un pò di olio di oliva e mettere qualche goccia nell'orecchio con un cotton fioc? Certo non basta a curare un'otite, ma il sollievo è immediato e lo dice una che di mal di orecchie ha sofferto parecchio. E, personalmente, trovo utile anche un caffè in caso di mal di testa. Da italiana atipica, il caffè non lo apprezzo molto, ma in alcuni casi fa bene e non dimenticate di conservarne i fondi e fare un impacco anti cellulite.
- Se avete i capelli spenti, provate a risciacquarli con l'aceto: appariranno subito più lucidi.
- E, a proposito di aceto, sostituitelo con un pò di limone per condire l'insalata, vi aiuterà ad assimilare meglio la vitamina C.
- Avete mangiato una banana? Non buttate via la buccia, passatela sui denti per farli apparire subito più bianchi.
- La vostra piantina preferita sta soffrendo? Datele un pò di aspirina e resusciterà subito :-)
Basta per oggi, altrimenti divento peggio delle babe di paese.
Condividete con noi i vostri rimedi naturali, credo siano sempre utili!
mercoledì 1 luglio 2015
Incontri al parco giochi: venerdì 3 luglio siamo in vacanza...
Venerdì 3 luglio il solito incontro salta causa vacanze e altro impegno della maggior
parte del gruppo... ma tranquille, si ricomincia con tante novità già
martedì 7 luglio, solito orario e luogo (10-12, parco delle terme di
arta!) Buon weekend calliente a tutte ;)
martedì 16 giugno 2015
Ma… come si fa?!
Se vuoi che tuo figlio non diventi un bambino viziato, bisogna dargli le regole da subito. Devi spiegargli il motivo per il quale non bisogna mettere gli spaghetti nelle orecchie, anche se il suo sviluppo intellettuale ed emotivo non è ancora abbastanza maturo; devi essere autoritaria, ma non alzare troppo la voce. Non bisogna alzare le mani, altrimenti diventerà prepotente. Se gli girano i 5 minuti proprio mentre sei in cassa al supermercato, devi prenderlo in disparte e lasciare che si sfoghi senza curarti di dare noia a tutta la fila. Non devi sentirti in colpa se lo lasci a casa con i nonni o al nido mentre tu vai a lavorare: la sera, quando torni a casa e lui vuole giocare con te, devi spiegargli che non è il momento, perché la mamma deve cucinare, e che giocherai con lui dopo aver cenato e sistemato le stoviglie. Lui lo deve accettare: se fa i capricci, ignoralo. Al mattino non devi assolutamente accendere la tv per farlo svagare un po' durante i 7 minuti che ti servono per prepararti per andare al lavoro: questo comportamento avrà delle ripercussioni sul suo sviluppo emotivo.
A forza di leggere tutte queste "buone pratiche", la mia spontaneità mi ha detto "mandi" da un bel pezzo, e mi ha lasciata in balia di innumerevoli paranoie. Ci sono momenti in cui avrei voglia di scrollarmi di dosso tutte le informazioni che ho acquisito in questi anni per potermi relazionare con i miei figli senza quei maledetti sensi di colpa che a volte finiscono per trasformare lo stare insieme in una serie ragionata di azioni con fini pseudo pedagogici. Vorrei essere libera di giocare con lui divertendomi, ma devo fare la mamma, non l'amica. Vorrei ridere dei sorrisi marroni e bavosi che fa quando si gode un quadretto di cioccolata, ma c'è l'oliodipalmaechissàchealtro; vorrei non sentirmi un mostro se mi scappa di dargli uno schiaffetto sulla sua manina troppo vicina ad una presa di corrente. Vorrei vivere giorno per giorno, senza dover programmare maniacalmente le attività per gestire l'energia dello scatenato duenne in modo tale che non sbrocchi quando è ora del pisolo pomeridiano, o quando deve sedersi a tavola.
Guardo lo spettacolo dei gattini che dormono assieme alla loro mamma con un'infinita invidia, perché io dormo con entrambi i bimbi nella loro stanzetta, e anche per questo mi sento in colpa (anche se sono superfelice di godermeli giorno e notte, e nonostante la stanchezza, mi capita di rimanere sveglia per ore solo per guardarli respirare). Si, vorrei educarli con naturalezza, ma... come si fa…
A forza di leggere tutte queste "buone pratiche", la mia spontaneità mi ha detto "mandi" da un bel pezzo, e mi ha lasciata in balia di innumerevoli paranoie. Ci sono momenti in cui avrei voglia di scrollarmi di dosso tutte le informazioni che ho acquisito in questi anni per potermi relazionare con i miei figli senza quei maledetti sensi di colpa che a volte finiscono per trasformare lo stare insieme in una serie ragionata di azioni con fini pseudo pedagogici. Vorrei essere libera di giocare con lui divertendomi, ma devo fare la mamma, non l'amica. Vorrei ridere dei sorrisi marroni e bavosi che fa quando si gode un quadretto di cioccolata, ma c'è l'oliodipalmaechissàchealtro; vorrei non sentirmi un mostro se mi scappa di dargli uno schiaffetto sulla sua manina troppo vicina ad una presa di corrente. Vorrei vivere giorno per giorno, senza dover programmare maniacalmente le attività per gestire l'energia dello scatenato duenne in modo tale che non sbrocchi quando è ora del pisolo pomeridiano, o quando deve sedersi a tavola.
Guardo lo spettacolo dei gattini che dormono assieme alla loro mamma con un'infinita invidia, perché io dormo con entrambi i bimbi nella loro stanzetta, e anche per questo mi sento in colpa (anche se sono superfelice di godermeli giorno e notte, e nonostante la stanchezza, mi capita di rimanere sveglia per ore solo per guardarli respirare). Si, vorrei educarli con naturalezza, ma... come si fa…
domenica 7 giugno 2015
Ma dove vivono i papà?!
Ci sono i papà premurosi, sempre sorridenti, che fanno di tutto per aiutare la propria compagna e renderle la vita meno pesante, che ti portano al mare ogni domenica e lavano i piatti. Poi ci sono i papà della vita reale, che sbuffano in continuazione, si lamentano perchè non riescono a dormire 12 ore di fila e il giorno dopo devono andare a lavorare, che si irritano se fai i lavori domestici disturbando il loro riposino, che pretendono di uscire quasi ogni sera e tornare a notte fonda senza sentirsi minimamente in colpa, che si arrabbiano se torni tardi dal lavoro (?!) e spesso fanno sfoggio di un vocabolario degno di un camionista bulgaro (non voglio essere razzista). In pratica ci sono i papà dei sogni e quelli che dobbiamo sopportare tutti i giorni, ma attenzione: non dobbiamo niente e se ci portano all'esasperazione, cerchiamo di redimerli.
C'è poco da fare, gli uomini non sono come noi, non capiscono le priorità della vita, sono immaturi, viziati ed egoisti. I loro bisogni vengono sempre al primo posto e credono di fare sempre troppo.
Le eccezioni, per fortuna, ci sono, altrimenti non sarebbe possibile confermare la regola ;), ma la vita di coppia è durissima e, credetemi, se tornassi indietro farei un figlio da sola! E pensare che ci avevo anche pensato....
Svusate lo sfogo e buona domenica a tutti/e
mercoledì 3 giugno 2015
giovedì 28 maggio 2015
Il tempo delle mamme è più prezioso?!
Diventando mamma gli impegni si moltiplicano e, come ho sottolineato molte volte, conciliare famiglia e lavoro è un compito arduo, molto arduo, visto che spesso i datori di lavoro non capiscono i salti mortali che una mamma (o un papà) deve fare per riuscire a coprire quel turno impossibile di 11 ore, ma lavorare è necessario, quindi, in qualche modo una soluzione la trovi, la DEVI trovare.
Spesso hai la tentazione e, ammettiamolo, la sfacciataggine di chiedere un cambio turno a quella collega gentile e senza figli che non è oberata di impegni come te.
Lei è troppo gentile per rifiutarti il favore, ma tu ti senti in colpa, perché credi che il suo tempo valga tanto quanto il tuo e che non si debba penalizzarla solo perché non ha ancora una famiglia. Anche lei ha mille impegni, solo che per lei è più facile organizzarsi. Forse questa è solo una giustificazione che ci diamo noi mamme per nascondere i sensi di colpa e perché ci rendiamo conto di dover per forza di cose pesare sulle altre persone. Avresti creduto di riuscire a gestire la tua vita e i tuoi impegni come prima di diventare mamma, invece è cambiato tutto e ti ritrovi a dover chiedere una sostituzione, proprio tu che non sopportavi quando lo facevano con te..
Solo ora riesco a capire quanto sia importante riuscire a conciliare famiglia e lavoro e sento la necessità di combattere per ottenere dei risultati in tal senso (forse non avrei dovuto guardare la puntata di Ballarò dell'altra sera durante la quale parlavano della situazione delle neo mamme tedesche...).
Ho trovato quest'articolo che parla proprio dell'argomento appena trattato.
sabato 23 maggio 2015
I terrible twos tra capricci e spasmi affettivi (o temper tantrums)
Intorno ai due anni i bambini scoprono di possedere una propria personalità: da bimbo pacioccoso e adorabile, il cocco di mamma e papà si trasforma in un esserino capriccioso, che dice sempre "no" e sembra intenzionato ad esasperare chiunque gli stia intorno. A volte questo comportamento assume una forma estrema: improvvisamente il bimbo si butta a terra, comincia ad urlare con tutto il fiato che ha in gola, non riesce a comunicare e sembra che abbia lo sguardo fissato su qualcosa che gli incute puro terrore.
Mi è capitato di vedere mio figlio così solo due volte, ma mi auguro che non succeda mai più… La prima volta è partito tutto da un semplice capriccio: avevamo fatto un po' tardi (era la vigilia di Natale), stavo cambiando l'ultimo pannolino prima della nanna al mio angelico duenne, che come tante altre volte protestava e non ne voleva sapere. Io continuo imperterrita come al solito, e il pianto comincia a farsi più forte, fino a raggiungere un'intensità e una disperazione mai viste. Si butta a terra, urla più che può, ha gli occhi sbarrati che comunicano uno stato di pura paura… comincia a gattonare al contrario e a volersi infilare sotto al letto, poi nella fessura tra il divano e la parete, come se volesse nascondersi da qualcosa. Giuro, scene da far invidia all'esorcista di Friedkin. Non siamo davanti a una crisi di pianto o a un capriccio qualsiasi: il bimbo ha perso completamente il controllo di se stesso, ed ora è questo il motivo per cui si dispera. Provo a consolarlo con le buone, ma non riesco a tenerlo in braccio perché si divincola. Ci prova mio marito, ma è come fare il bagno ad un gatto. Proviamo a sgridarlo, niente da fare. Proviamo a lasciarlo da solo: non si calma. alla fine ipotizziamo che sia in preda a un dolore devastante, e mentre lui continua a contorcersi a terra, decidiamo di portarlo all'ospedale. Mi avvicino, gli tolgo il pannolino, il papà gli dice con fermezza: "cumò vonde!"… e il pianto comincia a cambiare. Socchiude gli occhi e pian piano si calma: lo porto a letto, gli metto un altro pannolino e si addormenta singhiozzando. Abbiamo ispezionato il pannolino precedente millimetro per millimetro, pensando che ci fosse qualcosa che gli dava fastidio: niente. Singhiozza nel sonno per un'altra oretta, e il giorno seguente si sveglia sorridente e pimpante come niente fosse.
Il secondo episodio è capitato dopo un mesetto, non mi dilungo nei dettagli ma gli ingredienti erano gli stessi: sonno, una futile causa scatenante, rapida degenerazione del pianto e fine della "scenata" dopo un mio fermo e autoritario "cumò vonde!", seguito da nanna singhiozzante… e al risveglio, come nuovo. Ho trovato molto utile, oltre ai consigli della pediatra e alle chiacchierate con la sua tagesmutter, anche questo articolo, che traduco qui per chi non ha dimestichezza con l'inglese (per scaricarlo bisogna inserire nella casellina il proprio indirizzo di email). A mio parere fa un po' di confusione tra capricci e spasmi affettivi, ma suggerisce tante strategie offrendo diversi spunti a cui ispirarsi per trovare una soluzione consona alla propria situazione.
Le mie conclusioni riguardanti il mio caso: il bimbo in questa fase della vita si trova sotto stress perché capisce le potenzialità del suo libero arbitrio e ne è in qualche modo sopraffatto. Nonostante ciò, ha ancora bisogno di una figura di riferimento che gli ponga dei limiti, e non riesce a gestire il conflitto emotivo generato da questa contraddizione. Così, quando le condizioni ambientali (es. stanchezza) fanno calare il suo livello di sopportazione, il sistema va in tilt, e una voce autoritaria può aiutare il bimbo a "resettarsi".
Mi è capitato di vedere mio figlio così solo due volte, ma mi auguro che non succeda mai più… La prima volta è partito tutto da un semplice capriccio: avevamo fatto un po' tardi (era la vigilia di Natale), stavo cambiando l'ultimo pannolino prima della nanna al mio angelico duenne, che come tante altre volte protestava e non ne voleva sapere. Io continuo imperterrita come al solito, e il pianto comincia a farsi più forte, fino a raggiungere un'intensità e una disperazione mai viste. Si butta a terra, urla più che può, ha gli occhi sbarrati che comunicano uno stato di pura paura… comincia a gattonare al contrario e a volersi infilare sotto al letto, poi nella fessura tra il divano e la parete, come se volesse nascondersi da qualcosa. Giuro, scene da far invidia all'esorcista di Friedkin. Non siamo davanti a una crisi di pianto o a un capriccio qualsiasi: il bimbo ha perso completamente il controllo di se stesso, ed ora è questo il motivo per cui si dispera. Provo a consolarlo con le buone, ma non riesco a tenerlo in braccio perché si divincola. Ci prova mio marito, ma è come fare il bagno ad un gatto. Proviamo a sgridarlo, niente da fare. Proviamo a lasciarlo da solo: non si calma. alla fine ipotizziamo che sia in preda a un dolore devastante, e mentre lui continua a contorcersi a terra, decidiamo di portarlo all'ospedale. Mi avvicino, gli tolgo il pannolino, il papà gli dice con fermezza: "cumò vonde!"… e il pianto comincia a cambiare. Socchiude gli occhi e pian piano si calma: lo porto a letto, gli metto un altro pannolino e si addormenta singhiozzando. Abbiamo ispezionato il pannolino precedente millimetro per millimetro, pensando che ci fosse qualcosa che gli dava fastidio: niente. Singhiozza nel sonno per un'altra oretta, e il giorno seguente si sveglia sorridente e pimpante come niente fosse.
Il secondo episodio è capitato dopo un mesetto, non mi dilungo nei dettagli ma gli ingredienti erano gli stessi: sonno, una futile causa scatenante, rapida degenerazione del pianto e fine della "scenata" dopo un mio fermo e autoritario "cumò vonde!", seguito da nanna singhiozzante… e al risveglio, come nuovo. Ho trovato molto utile, oltre ai consigli della pediatra e alle chiacchierate con la sua tagesmutter, anche questo articolo, che traduco qui per chi non ha dimestichezza con l'inglese (per scaricarlo bisogna inserire nella casellina il proprio indirizzo di email). A mio parere fa un po' di confusione tra capricci e spasmi affettivi, ma suggerisce tante strategie offrendo diversi spunti a cui ispirarsi per trovare una soluzione consona alla propria situazione.
giovedì 21 maggio 2015
Novità abbattimento rette
Ci sono novità importanti per i genitori che intendono iscrivere i propri figli al nido.
Quest'anno la Regione Fvg ha assicurato che cambieranno le modalità di erogazione dei fondi destinati all'abbattimento delle rette e quindi, a partire da settembre, le famiglie potranno versare al Comune la retta già ridotta della quota di contributo regionale.
Un'esempio: se la retta è di 500 € e, in base agli scaglioni ISEE determinati dalla regione, il contributo ammonta a 150€, la famiglia verserà al Comune solo la differenza, ovvero € 350.
Successivamente la Regione, attraverso l'Azienda per i Servizi Sanitari, rimborserà il contributo direttamente al Comune.
mercoledì 20 maggio 2015
Crescere un figlio maschio
Questa giornata di pioggia mi costringe a riflettere sul futuro di mio figlio, ora così dolce e affettuoso, ma che presto, ahimè, si trasformerà in un piccolo uomo fino a diventare un adulto.
so già che i papà non apprezzeranno questo post, ma, diciamocelo, viviamo in due pianeti diversi e MOOLTO distanti tra loro. Non me ne vogliate per questa affermazione, ma, giustamente, da mamma un po'mi preoccupo. Spero di crescere mio figlio nei migliori dei modi e farlo diventare un uomo affidabile, responsabile e maturo, per questo cerco di crescerlo con tutto l'amore possibile, ma facendogli capire che non esistono mansioni da donna o da uomo e che anche lui può aiutare in casa, cucinare, riordinare, pulire la cameretta e quant'altro. Adora i motori, ma non ci vedrei nulla di male se volesse giocare con una delle mie vecchie barbie, mentre il mio compagno tende a dargli un'educazione più "tradizionale" che io non approvo.
Navigando ho trovato vari articoli che parlano di come crescere i figli, ma credo non esistano delle regole; è tutto molto istintivo e ogni genitore crede di farlo nel migliore dei modi, sbagliando molto, ma siamo umani.
Di certo a noi mamme di figli maschi spetta un arduo compito! fin lì non ci piove :-)
martedì 19 maggio 2015
La famiglia come un'impresa: un incontro di studio per riflettere e migliorarsi
La famiglia è come una piccola azienda che con il lavoro, la comprensione, il supporto e il rispetto reciproco fabbrica la propria felicità.
Ricevo volentieri e pubblico il seguente appuntamento, ringraziando Sara del Centro Studi Podresca per avercelo segnalato.
Domenica 24 maggio, presso la sede del Centro Studi Podresca (Prepotto, UD) la dott.ssa Irene Tessarin terrà l’incontro di studio del ciclo “La relazione di coppia” trattando un tema importantissimo: come ideare e realizzare insieme i progetti.
La vita in due è in continuo movimento e il modo ottimale per indirizzarlo è l’avere dei progetti comuni. L’attenzione e l’energia fluiscono così in una direzione costruttiva e contribuiscono a un costante miglioramento. “La relazione di coppia” è un percorso formativo capace di rispondere in modo esatto ed efficace alle esigenze presenti nella società contemporanea, sia nella risoluzione dei problemi che nella conquista di nuove mete. I corsi sono laboratori dinamici in cui si alternano la comprensione dei temi di studio, gli esercizi di comunicazione, la condivisione in gruppo, la consulenza personale e l’ideazione di programmi da attuare nel concreto. La somma di queste esperienze fa maturare inedite abilità di relazione, accende motivazioni autentiche e stimola al miglioramento continuo.
Il corso di studio è dedicato alle famiglie e a tutti coloro che desiderano elevare la propria relazione di coppia.
Per informazioni contattare la segreteria del Centro Studi Podresca da lunedì a venerdì chiamando 0432713319 o scrivendo a info@podresca.it.
La vita in due è in continuo movimento e il modo ottimale per indirizzarlo è l’avere dei progetti comuni. L’attenzione e l’energia fluiscono così in una direzione costruttiva e contribuiscono a un costante miglioramento. “La relazione di coppia” è un percorso formativo capace di rispondere in modo esatto ed efficace alle esigenze presenti nella società contemporanea, sia nella risoluzione dei problemi che nella conquista di nuove mete. I corsi sono laboratori dinamici in cui si alternano la comprensione dei temi di studio, gli esercizi di comunicazione, la condivisione in gruppo, la consulenza personale e l’ideazione di programmi da attuare nel concreto. La somma di queste esperienze fa maturare inedite abilità di relazione, accende motivazioni autentiche e stimola al miglioramento continuo.
Il corso di studio è dedicato alle famiglie e a tutti coloro che desiderano elevare la propria relazione di coppia.
Per informazioni contattare la segreteria del Centro Studi Podresca da lunedì a venerdì chiamando 0432713319 o scrivendo a info@podresca.it.
venerdì 15 maggio 2015
Curarsi e curare con l'omeopatia
Prima l'eczema, poi la congiuntivite e il nasino che cola continuamente in concomitanza delle prime fioriture: ormai è inequivocabile, il mio bimbo è allergico. Durante la visita, il pediatra prescrive le pastigliette di cortisone e l'antistaminico...e io vado in farmacia a ritirare il tutto con un gran peso sullo stomaco. Il papà, infatti, ha avuto gli stessi identici problemi da bambino, e col tempo i sintomi si sono aggravati fino a sfociare in una grave asma che tratta tuttora quotidianamente con dosi massicce di farmaci. Eppure aveva seguito la stessa identica terapia, che trattava molto efficacemente i sintomi ma senza risolvere il problema alla sua radice.
Allora mi chiedo: ci sarà un'alternativa? Cosa posso fare per evitare l'assuefazione al farmaco e i suoi effetti collaterali? Non mi aspetto certo un miracolo, e non sono affatto contraria alla medicina ufficiale, ma vorrei avere la possibilità di tentare una strada diversa... come quella dell'omeopatia. Questa scuola si basa sul seguente principio: non esistono malattie ma persone malate; perciò non è corretto parlare di “rimedi” per le malattie. La terapia non è diretta ai sintomi, ma mira a riordinare l'individuo nel rispetto della sua complessità. Ciò avviene somministrando all'organismo dosi estremamente diluite di farmaci che contengono informazioni simili alla malattia-malato da curare. In questo modo l'organismo è in grado di reagire alla malattia in atto, promuovendo quindi la guarigione.
Questo approccio mi incuriosisce molto, anche perché l'ho già utilizzato in passato per curare l'eczema del mio bimbo, ed ha funzionato, evitandogli il flubason. Se anche voi vorreste saperne di più, scrivetemi: sono in contatto con un farmacista di fiducia che si è specializzato in omeopatia e che mi ha dato la sua disponibilità a organizzare un incontro per offrire una panoramica su questo argomento e per rispondere alle nostre domande.
giovedì 14 maggio 2015
Il mio corpo è cambiato
La gravidanza è un'esperienza bellissima, il tuo corpo cambia, sì, ma porti in grembo l'amore della tua vita. Dal primo momento ami quella piccola creaturina e ti immagini come sarà, a chi assomiglierà, che carattere avrà e cosa ti combinerà, ma, diciamocelo, non è proprio tutto rose e fiori: quando arrivi a non vederti più i piedi a causa del pancione e quando le gambe si gonfiano talmente tanto da far male, la gravidanza non è che ti piaccia poi tanto e, forse anche a causa degli ormoni, inizi a farti paranoie sul tuo fisico, una volta esile e adesso rassomigliante ad un elefante marino. ok, stai "costruendo" una vita, ma qualche domanda sul come farai a recuperare la forma te la fai.
Personalmente noto che il mio fisico dei cambiamenti li ha subiti e la cosa che mi perplime maggiormente sono le mie braccia (lo so, direte che non sono normale, ma che ce posso fà?!). Le mie braccine erano esili, ma poi ho partorito un nanetto che alla veneranda età di 2 anni e mezzo quasi, non ne vuole proprio sapere di camminare da solo e non stare nel mio braccio e potenziare quei bicipiti che proprio non vorrei :-(. Ok, si sono allargati anche i fianchi e anche questo mi dà un sacco fastidio, invece, grazie al cielo, non mi si sono formate le smagliature, ma poco conta, infatti ne avevo già migliaia dall'adolescenza...
Dopo questo breve racconto vi prego di presentarmi un bravo chirurgo estetico ;-)
Bando alle ciance, ho scritto questi aneddoti perché ho trovato un articolo sul "ThePost Internazionale" che parla di un'iniziativa volta a valorizzare le imperfezioni fisiche. Vi prego di dare un'occhiata, magari potremmo organizzare anche noi qualcosa del genere :-)
mercoledì 13 maggio 2015
Pannolini lavabili, questi sconosciuti
Uno degli argomenti che vorrei trattare durante i nostri incontri al parco giochi è quello dei pannolini lavabili.
Io ho utilizzato i vecchi ciripà, per poi scoprire la nuova versione molto più pratica quando il bimbo aveva 6 mesi. Sono molto più comodi di quanto possa sembrare, ma costano un sacco… Ieri ero a Tolmezzo e ho fatto un salto nel negozietto in cui li vendono per indagare sul contributo che danno i comuni della conca tolmezzina: la commessa mi ha suggerito di contattare l'ufficio relazioni con il pubblico per capire come fare affinché anche nel mio comune di residenza si possa usufruire dello stesso vantaggio.
Sinceramente speravo che i fondi provenissero dalla regione, perché so che le casse comunali sono perennemente in rosso… ma la gentile impiegata mi ha riferito che i soldini provengono proprio da lì e che tutto parte dalla volontà dell'amministrazione… o dei cittadini.
Proverò a contattare l'assessore di riferimento per capire se c'è speranza… Nel frattempo, siete interessati/e a questa possibilità, scriveteci: l'unione fa la forza!
Io ho utilizzato i vecchi ciripà, per poi scoprire la nuova versione molto più pratica quando il bimbo aveva 6 mesi. Sono molto più comodi di quanto possa sembrare, ma costano un sacco… Ieri ero a Tolmezzo e ho fatto un salto nel negozietto in cui li vendono per indagare sul contributo che danno i comuni della conca tolmezzina: la commessa mi ha suggerito di contattare l'ufficio relazioni con il pubblico per capire come fare affinché anche nel mio comune di residenza si possa usufruire dello stesso vantaggio.
Sinceramente speravo che i fondi provenissero dalla regione, perché so che le casse comunali sono perennemente in rosso… ma la gentile impiegata mi ha riferito che i soldini provengono proprio da lì e che tutto parte dalla volontà dell'amministrazione… o dei cittadini.
Proverò a contattare l'assessore di riferimento per capire se c'è speranza… Nel frattempo, siete interessati/e a questa possibilità, scriveteci: l'unione fa la forza!
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| ciripà |
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| pannolino lavabile di nuova generazione |
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martedì 12 maggio 2015
Diamoci una mano
Diventare mamme è il dono più grande che una donna possa ricevere, ma¸ siamo oneste, comporta anche un sacco di sacrifici e rinunce. A mio parere si potrebbe collaborare per cercare di rendere questo compito un po’ meno gravoso e per far sì che anche le mamme possano dedicarsi qualche attenzione, fare un po’ di shopping in santa pace, andare dal dentista indisturbate, fare una lezione di GAG, farsi un bel bagno rilassante o, semplicemente, riordinare la casa. Non abitiamo in Germania dove lo stato provvede a mandarti una colf che ti aiuta nei lavori domestici, quindi cooperiamo e diamoci una mano.
Pensavo che la mia idea fosse inedita, in realtà ho scoperto che esistono altre associazioni, anche qua in Regione, che propongono già questa sorta di scambio alla pari: “hai bisogno che ti tenga il bimbo per un’ora? Ok, volentieri, così magari me lo terrai anche tu quando ne avrò bisogno”. Mi pare si tratti di una cosa semplice da fare e che potrebbe risolvere i problemi di molte mamme che spesso devono rinunciare completamente a sé stesse perché pesa loro chiedere ai parenti di badare ai loro piccoli per svago, siccome spesso bisogna ricorrere ai nonni per questioni lavorativi.
Questo scambio di favori potrebbe espandersi anche ad altri settori: “hai bisogno che ti aiuti a stirare quella montagna di vestiti nella cesta? Volentieri, tu magari mi potresti aiutare a spostare i mobili…”. Insomma, potrebbe diventare uno scambio ad ampio raggio e potrebbe anche comportare un notevole risparmio economico per le famiglie.
Non me ne vogliano gli asili e le Tagesmutter: trattandosi di scambi di favori, difficilmente arriveremo a lasciare il nano ad un’altra persona ogni giorno, ma si tratterebbe solo di emergenze.
Alcuni dubbi:
1. Voi affidereste vostro figlio o la vostra casa ad uno sconosciuto? Certo che no! Proprio per questo è bene che la persona sia un conoscente o che diventi tale durante gli incontri che abbiamo in programma o che qualche conoscente “garantisca” per voi.
2. Non diventerà un impegno troppo difficile da gestire? No. E’ proprio quello che voglio evitare. Lo
scopo è quello di facilitare la vita, quindi ci si deve offrire solo quando si ha la possibilità. E’ sufficiente pubblicare un annuncio sulla nostra pagina in cui si richiede o si offre un determinato servizio per una data ora\giorno.
Voi che ne pensate? Contattateci se può interessarvi quest'idea.
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domenica 10 maggio 2015
La Finlandia e l'educazione a 360°
In questi giorni si sente parlare molto di istruzione, perciò mi ha particolarmente colpita questo articolo sull'educazione in Finlandia.
Le materie verranno eliminate e le lezioni saranno multidisciplinari ed interattive. Ciò farà sì che l'insegnante non venga "etichettato" e che il sistema di educazione tradizionale venga stravolto.
Voi che ne pensate? Forse sarebbe ora di dare una svolta anche da noi e non far studiare per 3 volte gli stessi argomenti, che dite?
lunedì 4 maggio 2015
L'importanza dei particolari
Stavo giocherellando tranquillamente al computer mentre il piccolo era intento a guardare per la millesima volta la stessa puntata di Masha e Orso, in russo, ovviamente ;-).
Finisce la puntata e corre da me, chiedendomi i colori. Glieli do, non facendo caso che nel mezzo c'era anche un indelebile.
Continuo la mia partitina e il nanetto se ne sta zitto e buono in cucina, così decido di starmene ancora un attimo da sola in relax.
Finita la partita vado a controllare le attività sospette che si stanno svolgendo in cucina e scopro il pavimento bianco diventato nero, le gambine esili di mio figlio di vari colori e il divano da giallo a zebrato, grazie a quel famoso indelebile a cui non avevo dato la minima importanza.
Eh sì, con un bimbo non bisogna MAI sottovalutare niente!
Finisce la puntata e corre da me, chiedendomi i colori. Glieli do, non facendo caso che nel mezzo c'era anche un indelebile.
Continuo la mia partitina e il nanetto se ne sta zitto e buono in cucina, così decido di starmene ancora un attimo da sola in relax.
Finita la partita vado a controllare le attività sospette che si stanno svolgendo in cucina e scopro il pavimento bianco diventato nero, le gambine esili di mio figlio di vari colori e il divano da giallo a zebrato, grazie a quel famoso indelebile a cui non avevo dato la minima importanza.
Eh sì, con un bimbo non bisogna MAI sottovalutare niente!
mercoledì 29 aprile 2015
E' primavera: facciamo la minestra di prato!
Il verde grasso e lucente dei prati, l'aria piena di profumi e la miriade di margheritine e fiori di tarassaco che dipingono il paesaggio non lasciano alcun dubbio sul fatto che è primavera inoltrata, e bisogna assolutamente approfittare delle giornate di sole per portare a spasso i bimbi e per raccogliere i preziosissimi germogli che la natura ci può regalare solo in questo periodo del
l'anno. Con un duenne e un neonato raccogliere erbe non è così facile…ma si può fare!
Qualche giorno fa guardavo sconsolata questo spettacolo dal balcone di casa pensando che non ce l'avrei mai fatta… ma il calore del sole e l'azzurro del cielo hanno defenestrato ogni insicurezza e mi sono decisa a tentare l'avventura. Così, dopo un'ora buona di lavaggi, vestizioni e cambi pannolino esco di casa col piccolo nel marsupio, due sacchetti di plastica per la raccolta in tasca e con il grande che mi precede, strafelice di poter andare finalmente fuori a sfogarsi. Obbiettivo: raccolta sclopets (silente), germogli di luppolo e piantaggine per frittata e/o per la minestra depurativa che di solito preparo in questo periodo dell'anno, e che sa proprio "di prato".
Ore 9:30: varchiamo il cancello di casa. Dopo 5 passi, ecco la prima crisi del grande. Il tragitto che propongo evidentemente non soddisfa le sue aspettative e si siede per terra sull'asfalto subito fuori casa, piangendo sconsolato.
Ore 9:50: dopo varie tappe (fiorellini, cartelli stradali, tombini in cui gettare sassi) arriviamo all'agognato luogo della raccolta. Uno spettacolo! Si intravede la nonna in lontananza che cura l'orto, facciamo un salto a salutarla e a dire ciao alle galline. Fortunatamente trovo una zona strapiena di sclopits e li raccolgo in un batter d'occhio… trovo anche qualche germoglio di luppolo (nella foto), piantaggine a volontà e anche la "barbe di bec", che però non conosco bene.
Nel frattempo il nostro eroe ha trovato un meraviglioso passatempo: scavare nelle "farcadices" (i mucchietti di terra scavati dalle talpe) e gettare sassi, fiori e terra nei bidoni per la raccolta dell'acqua. Questo è il risultato:
Ore 11:00 si riparte, io sudatissima ma soddisfatta, il piccolo ancora nel mondo dei sogni (l'arietta primaverile è micidiale, ha dormito da quando siamo usciti fino al rientro) e il grande un po' contrariato perché ho interrotto il suo gioco, ma ha fatto il bravo e ha camminato da solo per tutto il tempo.
Risultato: 850g di erbe raccolte, 80% silene, resto piantaggine e qualche germoglietto di luppolo! La sera ho preparato un passato di verdure cuocendo il tutto con 4 patate medie e frullando col minipimer. Un pizzico di sale ed ecco il risultato… lo so, non è molto invitante, ma il sapore era ottimo! L'avrebbe mangiata anche il grande, se si fosse degnato di assaggiarne un po'...
lunedì 20 aprile 2015
Una domenica di ordinaria follia
16:03, Sono appena tornata a casa
dal lavoro intenzionata ad approfittare di questa domenica di sole
per fare una passeggiata al lago, ma, mannaggia a me, giro la testa e
vedo una montagna di panni da stirare che mi guarda minacciosa. Mi
arrendo e decido di dedicarmi alle faccende domestiche.
Ma cavoli, però! Quando
inventeranno i vestiti auto-stiranti e le case auto-pulenti?!
Mi rintano in stireria in
compagnia del mio nanetto preferito e inizio a stirare, mentre lui
sfoglia un libro sugli aerei. Cinque minuti dopo si toglie pantaloni,
boxerini epannolino. Lo lascio fare, dopotutto ha 2 anni passati e,
grazie al super vasino portato da Babbo Natale, mi avvisa spesso
quando deve fare la pipì, quindi deduco che abbia raggiunto da solo
la maturità per farla come i grandi.
Continuo a stirare e sento una
vocina gridare: “Mia! Mia!”. “Cosa è tua, amore?” chiedo
ingenuamente. “NO, mia!” ripete. Mi volto e lo vedo nell’angolino
con la pupù in mano…
Non ti ho mai visto, eppure..
Sono una persona forte, almeno
in apparenza, mi piego, ma non mi spezzo, mi demoralizzo facilmente,
ma altrettanto velocemente cerco una soluzione, faccio fatica a
esternare le mie emozioni e i miei sentimenti, infatti posso apparire
piuttosto algida. Ci sono degli avvenimenti, però, che sebbene tenti
di tenere celati, continuano a riaffiorare.
Sono passati tre anni e mezzo
da quel test positivo, dall’entusiasmo e dalla stanchezza tipici
dei primi mesi di gravidanza, ma sono passati tre anni e quattro mesi
da quando il tuo cuoricino a smesso di battere, da quando mi è
crollato il mondo addosso, da quando ho preferito far finta di nulla
piuttosto che ricordare quel dolore atroce.
sabato 18 aprile 2015
Il puerperio (ovvero: non suonate quel campanello)
Normalmente (quando i livelli ormonali sono ottimali) sono una persona tranquilla, zen, rilassante… non mi arrabbio quasi mai, so mantenere la calma in ogni situazione e riesco a gestire i conflitti senza perdere il controllo. Ma durante il puerperio… parliamone. Non a caso c'è chi sostiene che la gravidanza non duri nove mesi, bensì diciotto: i primi nove per mettere al mondo il bambino; i secondi nove per recuperare la propria forma e il proprio equilibrio psicosociale.
Beh, in questi giorni l'irritabilità e l'insofferenza hanno raggiunto livelli inimmaginabili. E la causa scatenante non sono i bimbi (il "grande", un adorabile chiacchierone di 26 mesi, in piena fase "mi faccio venire una crisi di pianto ogni 10 minuti", e il piccolo, 32 giorni)… bensì tutto il resto del mondo.
Ok, è vero, non sono mai stata particolarmente socievole e di compagnia, ma mai al punto di desiderare di diventare invisibile ogni volta che sto per incontrare un essere umano che sta per "intralciare la mia routine"! E non solo fisicamente. Quando leggo l'ennesimo messaggio del tipo: "Come va?", oppure: "Com'è il nuovo arrivato? E' bravo come il suo fratellone"? penso: "Bene, grazie, ora non ho tempo, rispondo dopo" ma in realtà ripongo inconsciamente il cellulare in un rifugio ben distante dai luoghi di passaggio più frequentati (tipo sopra l'armadietto del bagno) e mi impegno in qualche improbabile faccenda domestica pur di dimenticarmi che devo rispondere…
Il fattore "mamma orsa" si acuisce nel momento in cui, dopo aver lavato, vestito, cambiato, cibato la prole ti vesti in fretta e furia per uscire a fare una mini passeggiata al sole (che da noi, si sa, non abbonda) ed ecco che suona lui, il tuo più acerrimo nemico: il campanello. E devi rinunciare anche a quella mezz'ora d'aria per ricevere una spedizione del corriere, o per intrattenere il conoscente che è venuto a portare un pensierino, che rimane solo cinque minuti, per carità, ma non puoi lasciarlo andare senza un caffè, e quando hai finito è già ora di preparare il pranzo e al pomeriggio c'è troppo vento per uscire e i bimbi dormono, e quindi pazienza, usciremo domani. E se ce la fai a varcare la soglia del cancello, dopo 10 minuti incontri l'amica che "deve sempre passare a trovarti ma non ha mai tempo" e ti bombarda di domande per un quarto d'ora mentre ti fai strattonare dal grande che dopo 20 secondi già non ne può più e il piccolo nel marsupio si agita perché dorme solo se rimani costantemente in movimento.
Ma non pensate che basti annunciarsi e "prenotare un appuntamento" per risolvere tutti i problemi! Perché capiterete sicuramente nel pomeriggio in cui avrei potuto recuperare un po' di sonno, o approfittare della nanna dei bimbi per sistemare un po' la casa. Non riesco a sostenere nessun argomento di conversazione, quindi a maggior parte delle volte mi limito a rispondere a monosillabi, sorridere e annuire. Un consiglio: se avete intenzione di venire a lamentarvi che non dormite, che al lavoro va male, che siete ingrassati e che non avete tempo per guardare la tv, rimanete a casa e ripassate tra qualche mese. Sempre se ci tenete alla vostra incolumità, ovviamente.
Naturalmente la mia aggressività repressa la devo pur sfogare in qualche modo… e qui entra in gioco il marito-cuscinetto. Che si deve sorbire le "lune" e i silenzi facendo molta attenzione a non fare nulla che possa peggiorare la situazione (missione impossibile).
Poi mi lascio sopraffare dalle mie stesse contraddizioni, e penso: ma come?! Mi lamentavo sempre del fatto che le neomamme subito dopo i primi affollati giorni di visite e regali vengono isolate dalla società e ora mi infastidiscono perfino gli sms?
La verità è che vorrei concentrarmi interamente sui miei bambini. Perché so che questo periodo, per quanto impegnativo e stancante, è il momento più prezioso per poterli seguire in ogni istante della giornata. Perché so che un giorno non lontano ricomincerò a lavorare, e non potrò osservarli da vicino e giocarci spensieratamente come sto facendo in questi giorni. Dormo poco, ho sempre mal di testa e devo fare attenzione a tante cose per recuperare fisicamente, ma non voglio affidarli a qualcun altro: ne sento subito la mancanza e ho bisogno di conoscerli e di osservarne la crescita per sapere come dovrò comportarmi in futuro.
Amici, parenti, genitori, conoscenti, e soprattutto marito: incassate i colpi e abbiate pazienza! Prima di quanto non crediate quell'essere sfuggente e aggressivo in cui si è trasformata la donna che conoscevate lascerà il posto ad una mamma/moglie/amica ancora più meravigliosa ed efficiente di prima... nel frattempo. rideteci sopra!
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