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sabato 18 aprile 2015

Il puerperio (ovvero: non suonate quel campanello)

Normalmente (quando i livelli ormonali sono ottimali) sono una persona tranquilla, zen, rilassante… non mi arrabbio quasi mai, so mantenere la calma in ogni situazione e riesco a gestire i conflitti senza perdere il controllo. Ma durante il puerperio… parliamone.  Non a caso c'è chi sostiene che la gravidanza non duri nove mesi, bensì diciotto: i primi nove per mettere al mondo il bambino; i secondi nove per recuperare la propria forma e il proprio equilibrio psicosociale.

Beh, in questi giorni l'irritabilità e l'insofferenza hanno raggiunto livelli inimmaginabili.  E la causa scatenante non sono i bimbi (il "grande", un adorabile chiacchierone  di 26 mesi, in piena fase "mi faccio venire una crisi di pianto ogni 10 minuti", e il piccolo, 32 giorni)… bensì tutto il resto del mondo.

Ok, è vero, non sono mai stata particolarmente socievole e di compagnia, ma mai al punto di desiderare di diventare invisibile  ogni volta che sto per incontrare un essere umano che sta per "intralciare la mia routine"! E  non solo fisicamente. Quando leggo l'ennesimo messaggio del tipo: "Come va?", oppure: "Com'è il nuovo arrivato? E' bravo come il suo fratellone"? penso: "Bene, grazie, ora non ho tempo, rispondo dopo" ma in realtà ripongo inconsciamente il cellulare in un rifugio ben distante dai luoghi di passaggio più frequentati (tipo sopra l'armadietto del bagno) e mi impegno in qualche improbabile faccenda domestica pur di dimenticarmi che devo rispondere…
Il fattore "mamma orsa" si acuisce nel momento in cui, dopo aver lavato, vestito, cambiato, cibato la prole ti vesti in fretta e furia per uscire a fare una mini passeggiata al sole (che da noi, si sa, non abbonda) ed ecco che suona lui, il tuo più acerrimo nemico: il campanello. E devi rinunciare anche a quella mezz'ora d'aria per ricevere una spedizione del corriere, o per intrattenere il conoscente che è venuto a portare un pensierino, che rimane solo cinque minuti, per carità, ma non puoi lasciarlo andare senza un caffè, e quando hai finito è già ora di preparare il pranzo e al pomeriggio c'è troppo vento per uscire e i bimbi dormono, e quindi pazienza, usciremo domani. E se ce la fai a varcare la soglia del cancello, dopo 10 minuti incontri l'amica che "deve sempre passare a trovarti ma non ha mai tempo" e ti bombarda di domande per un quarto d'ora mentre ti fai strattonare dal grande che dopo 20 secondi già non ne può più e il piccolo nel marsupio si agita perché dorme solo se rimani costantemente in movimento.

Ma non pensate che basti annunciarsi e "prenotare un appuntamento" per risolvere tutti i problemi! Perché capiterete sicuramente nel pomeriggio in cui avrei potuto recuperare un po' di sonno, o approfittare della nanna dei bimbi per sistemare un po' la casa. Non riesco a sostenere nessun argomento di conversazione, quindi a maggior parte delle volte mi limito a rispondere a monosillabi, sorridere e annuire. Un consiglio: se avete intenzione di venire a lamentarvi che non dormite, che al lavoro va male, che siete ingrassati e che non avete tempo per guardare la tv, rimanete a casa e ripassate tra qualche mese. Sempre se ci tenete alla vostra incolumità, ovviamente.

Naturalmente la mia aggressività repressa la devo pur sfogare in qualche modo… e qui entra in gioco il marito-cuscinetto. Che si deve sorbire le "lune" e i silenzi facendo molta attenzione a non fare nulla che possa peggiorare la situazione (missione impossibile). 

Poi mi lascio sopraffare dalle mie stesse contraddizioni, e penso: ma come?! Mi lamentavo sempre del fatto che le neomamme subito dopo i primi affollati giorni di visite e regali vengono isolate dalla società e ora mi infastidiscono perfino gli sms? 
La verità è che vorrei concentrarmi interamente sui miei bambini. Perché so che questo periodo, per quanto impegnativo e stancante, è il momento più prezioso per poterli seguire in ogni istante della giornata. Perché so che un giorno non lontano ricomincerò a lavorare, e non potrò osservarli da vicino e giocarci spensieratamente come sto facendo in questi giorni. Dormo poco, ho sempre mal di testa e devo fare attenzione a tante cose per recuperare fisicamente, ma non voglio affidarli a qualcun altro: ne sento subito la mancanza e ho bisogno di conoscerli e di osservarne la crescita per sapere come dovrò comportarmi in futuro. 

Amici, parenti, genitori, conoscenti, e soprattutto marito: incassate i colpi e abbiate pazienza! Prima di quanto non crediate quell'essere sfuggente e aggressivo in cui si è trasformata la donna che conoscevate lascerà il posto ad una mamma/moglie/amica ancora più meravigliosa ed efficiente di prima... nel frattempo. rideteci sopra!