Mi è capitato di vedere mio figlio così solo due volte, ma mi auguro che non succeda mai più… La prima volta è partito tutto da un semplice capriccio: avevamo fatto un po' tardi (era la vigilia di Natale), stavo cambiando l'ultimo pannolino prima della nanna al mio angelico duenne, che come tante altre volte protestava e non ne voleva sapere. Io continuo imperterrita come al solito, e il pianto comincia a farsi più forte, fino a raggiungere un'intensità e una disperazione mai viste. Si butta a terra, urla più che può, ha gli occhi sbarrati che comunicano uno stato di pura paura… comincia a gattonare al contrario e a volersi infilare sotto al letto, poi nella fessura tra il divano e la parete, come se volesse nascondersi da qualcosa. Giuro, scene da far invidia all'esorcista di Friedkin. Non siamo davanti a una crisi di pianto o a un capriccio qualsiasi: il bimbo ha perso completamente il controllo di se stesso, ed ora è questo il motivo per cui si dispera. Provo a consolarlo con le buone, ma non riesco a tenerlo in braccio perché si divincola. Ci prova mio marito, ma è come fare il bagno ad un gatto. Proviamo a sgridarlo, niente da fare. Proviamo a lasciarlo da solo: non si calma. alla fine ipotizziamo che sia in preda a un dolore devastante, e mentre lui continua a contorcersi a terra, decidiamo di portarlo all'ospedale. Mi avvicino, gli tolgo il pannolino, il papà gli dice con fermezza: "cumò vonde!"… e il pianto comincia a cambiare. Socchiude gli occhi e pian piano si calma: lo porto a letto, gli metto un altro pannolino e si addormenta singhiozzando. Abbiamo ispezionato il pannolino precedente millimetro per millimetro, pensando che ci fosse qualcosa che gli dava fastidio: niente. Singhiozza nel sonno per un'altra oretta, e il giorno seguente si sveglia sorridente e pimpante come niente fosse.
Il secondo episodio è capitato dopo un mesetto, non mi dilungo nei dettagli ma gli ingredienti erano gli stessi: sonno, una futile causa scatenante, rapida degenerazione del pianto e fine della "scenata" dopo un mio fermo e autoritario "cumò vonde!", seguito da nanna singhiozzante… e al risveglio, come nuovo. Ho trovato molto utile, oltre ai consigli della pediatra e alle chiacchierate con la sua tagesmutter, anche questo articolo, che traduco qui per chi non ha dimestichezza con l'inglese (per scaricarlo bisogna inserire nella casellina il proprio indirizzo di email). A mio parere fa un po' di confusione tra capricci e spasmi affettivi, ma suggerisce tante strategie offrendo diversi spunti a cui ispirarsi per trovare una soluzione consona alla propria situazione.
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