martedì 27 ottobre 2015

Il potere del canto

Uno dei metodi più efficaci per tranquillizzare il proprio bimbo è il canto. Il ritmo lento di una ninna nanna placa ogni agitazione e il timbro della voce materna risulta sempre piacevole ed ipnotico per il neonato, a prescindere dalle qualità canore della mamma.
Io amo la musica, ma sono timida e per nulla abituata a cantare. La maternità mi ha dato l'opportunità di superare questo blocco, ed ora - per quanto continui ad essere stonata e fuori ritmo - ho la soddisfazione di trovare negli occhi dei miei bimbi un pubblico silenzioso e adorante :)
Questa è la ninna nanna che adoro cantare quando metto a letto i bimbi. L'ha scritta Giorgio Ferigo, medico, libero intellettuale e musicista che ha dato un contributo impagabile alla crescita culturale della nostra Carnia. Purtroppo non ho avuto la possibilità di conoscerlo di persona, ma ogni volta che ascolto la sua musica o leggo le sue parole un misto di stima e amarezza invade il mio animo. 
Sarebbe bello raccogliere le filastrocche e le ninne nanne che ci cantavano le nostre mamme e le nostre nonne… Voi ne conoscete qualcuna? 

 

sabato 17 ottobre 2015

Svezzamento e allergie alimentari: facciamo chiarezza!!!

Da qualche anno a questa parte le indicazioni sullo svezzamento sono cambiate: prima, l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandava l'allattamento esclusivo al seno fino al 6 mese di età, per poi introdurre gradualmente gli alimenti sotto forma di pappe a base di brodo / passato di verdura, a cui aggiungere farine, grana, olio d'oliva e proteine animali (omogeneizzati di carne e pesce). Ora, invece, i pediatri sottolineano l'importanza dei cosiddetti "assaggini": alcuni studi, infatti, hanno evidenziato la necessità di far assaggiare ai neonati già tra il 4 e il 6 mese di vita il cibo degli adulti.
Si è infatti osservato che ritardare l'introduzione di alcuni alimenti ritenuti allergizzanti (come l'uovo o alcuni tipi di frutta) provoca un aumento della possibilità di sviluppare allergie in soggetti predisposti geneticamente.
Questa piccola rivoluzione ha causato non poca confusione, soprattutto nelle mamme che hanno già avuto bimbi in passato e che, a distanza di pochi anni, si trovano ad affrontare in modo completamente diverso questa importante tappa per lo sviluppo del neonato.
Cerchiamo di capire cosa fare e cosa non fare assieme al dottor Fior, pediatra e allergologo presso l'ospedale di Tolmezzo.

Le nuove linee danno ragione alle nonne, che spesso disapprovavano i rigidi schemi alimentari adottati fino a poco tempo fa. Possiamo dire che c'è stato un ritorno alle origini? Cos'ha fatto cambiare idea a medici e studiosi?

Prima di tutto chiariamo una cosa: svezzare vuol dire sostituire un pasto di latte con qualche altro alimento. Gli "assaggini" consistono in piccole dosi di alimento da somministrare tra il 4 e il 6 mese di vita del bimbo, mentre lo svezzamento avviene di regola nel sesto mese.
L'importanza di un contatto precoce con tutti i cibi, soprattutto con i più allergizzanti (uovo pomodoro, pesce) è stata dimostrata scientificamente.
Succede che minime quantità di alimenti comuni - come quelli presenti ogni giorno sulla nostra tavola, negli odori della cucina, sulle mani o sulle labbra dei genitori - siano in grado di depositarsi e passare la barriera cutanea, attivando in loco la risposta di linfociti Th2 con produzione di immunoglobine (un tipo di anticorpi) specifiche: questo provoca la reazione allergica. Se gli stessi alimenti vengono introdotti attraverso la via orale, si attiva invece una risposta del versante Th1, che induce tolleranza. In parole più semplici, il contatto precoce con le vie digestive induce tolleranza, mentre la sensibilizzazione nei confronti degli alimenti avviene attraverso la via cutanea nei soggetti predisposti geneticamente. Questi soggetti hanno una particolare conformazione della cute che la rende permeabile alle molecole dell'alimento; tali molecole possono essere presenti in sospensione nell'ambiente domestico quando si cucina, o possono essere depositate sulla cute del bambino dalla mamma che ha mangiato uovo, ad esempio quando bacia il bambino.
Uno studio americano antecedente a queste evidenze scientifiche dimostrava, su un grosso numero di bambini allattati esclusivamente al seno, che tanto più a lungo durava l'allattamento, quanto più questi bambini rischiavano l'allergia alimentare. Allora non c'era spiegazione per questo fenomeno: oggi, invece, sappiamo che questi bambini rischiavano di più l'allergia alimentare perché tendevano a introdurre tardi gli alimenti diversi dal latte. è quindi utile consigliare un contatto precoce con ogni tipo di alimento già dal 4 al 6 mese di vita (finestra di tolleranza immunologica).

Qual'è la differenza tra allergia e intolleranza?

L'allergia si verifica quando viene coinvolto il sistema immunitario: in caso di allergia, anche una piccola quantità di alimento può scatenare una reazione allergica (manifestazioni sulla pelle, vomito, coliche addominali, diarrea… fino allo shock anafilattico); con l'intolleranza, invece, il meccanismo non è mediato dal sistema immunitario e pertanto insorge quando c'è il consumo di un certo quantitativo di alimento.

Parliamo ancora un po' degli "assaggini". Dal 4 al 6 mese dovremmo permettere al bimbo di assaggiare il cibo degli adulti, facendolo quindi partecipare al nostro pranzo e alla nostra cena. Ma le nostre pietanze sono condite e salate: come la mettiamo con il divieto di sale e zucchero per tutto il primo anno di vita del bimbo?


Quando parliamo di assaggini la quantità di cibo è minima, pertanto la presenza del sale è ininfluente.  Dal sesto mese, età dello svezzamento, è previsto l'utilizzo moderato del sale e dello zucchero. La presenza del sale nella dieta è importante per l'apporto di iodio (sale iodato), molto utile nel bambino piccolo per un buon funzionamento della tiroide. Questo vale a maggior ragione qui in Carnia, essendo le nostre acque di montagna particolarmente povere di questo elemento.

A 4 mesi i neonati, abituati alla suzione, estromettono la lingua e non riescono ancora ad inghiottire sostanze non liquide. Come facciamo quindi a somministrare questi assaggini?


Gli assaggini consistono in una quantità di alimento veramente piccola, per la quale non serve la masticazione: ad esempio, un pezzetto minuscolo di frittata, il sugo di pomodoro, il gelato alla crema… Il bambino stesso diventa una guida in questo atteggiamento in base al suo interesse per il cibo che c'è in tavola.

A chi soffre di una qualche intolleranza spesso viene consigliato di sospendere per periodi più o meno lunghi l'assunzione dell'alimento che provoca il malessere. E' corretto intervenire in modo così drastico sulla dieta ?

Assolutamente NO. Mai togliere dalla dieta un alimento già consumato: c'è il rischio di ottenere l'effetto contrario, in quanto l'individuo può avere reazioni gravi (anafilassi) alla reintroduzione dell'alimento.
Ricapitolando, queste sono le regole da seguire:
1) Non attivare mai la politica della prevenzione basata sull'evitamento, né prima né dopo la nascita, alla mamma che allatta o durante lo svezzamento.
2) Anticipare piuttosto che ritardare il contatto con tutti gli alimenti, appena il bambino si dimostra pronto, provando già dal 4 mese compiuto.
3)Offrire piccole quantità per volta degli alimenti più allergizzanti: uovo, latte, frumento, pesce.
4)Svezzare mantenendo il latte materno.
5) Non sospendere mai un alimento se già mangiato senza sintomi reaginici, ma non sospendere nemmeno un alimento che abbia causato sintomi reaginici solo modesti o a dosi elevate: bisogna comunque mantenerlo nella dieta a dosi più basse, che andranno poi aumentate progressivamente fino alle quantità abituali.

Quali sono i sintomi evidenziati dal bimbi nel caso di un'intolleranza o di un'allergia alimentare? L'eczema è una possibile reazione?

Se il bimbo assaggia presto questi alimenti non sono prevedibili reazioni, né immediate né future. Il risultato dell'introduzione di tutti gli alimenti tra i 4 e i 6 mesi permette all'organismo di trovare un equilibrio tra l'induzione della tolleranza (vie digestive) e la sensibilizzazione (vie cutanee). Se invece viene a mancare l'induzione della tolleranza per via digestiva, lasciamo libera la strada della sensibilizzazione (allergizzazione) della via cutanea.
L'Eczema, contrariamente a quanto si credeva un tempo, non ha nulla a che fare con l'allergia alimentare, almeno nelle fasi iniziali, perché è determinato geneticamente. Si pensava che l'allergia alimentare fosse la causa prima della dermatite atopica, e invece è la dermatite stessa, con il suo difetto di barriera geneticamente determinato, che permette la sensibilizzazione allergica agli alimenti. Va curato adeguatamente con creme cortisoniche, le quali -sottolineiamo- non hanno alcun effetto collaterale e permettono una buona gestione dell'eczema stesso. Un buono schema di applicazione della crema cortisonica è quello dell'utilizzo per due giorni consecutivi per settimana per tempi lunghi (mesi o anche anni). è fondamentale avere un buon controllo dell'eczema perché: 1) disturba il bambino;  2) si può sovrainfettare con le lesioni da grattamento; 3) è un'ulteriore porta aperta alle molecole di ingresso dell'alimento (vedi sopra). La storia naturale dell'eczema è quella di una spontanea guarigione entro i primissimi anni di vita. Ovviamente, nel frattempo, noi dobbiamo garantire il perfetto controllo del problema, come abbiamo appena illustrato.

Qualche ricetta?


La risposta è molto semplice: bisogna seguire i gusti del bambino con una dieta assolutamente libera, dove l'unica limitazione è l'incapacità di masticare!




giovedì 8 ottobre 2015

Yoga preparto a Tolmezzo!

 Il percorso è incentrato sulla pratica di posizioni del corpo specifiche, sulle tecniche di respirazione e di rilassamento.
Tutti gli esercizi sono utili per gestire al meglio il proprio stato d’animo e permettono di conoscere consapevolmente il proprio corpo e la trasformazione a cui andrà incontro.
Il percorso parte il 15 ottobre.



PER INFORMAZIONI RIVOLGERSI ALL’ ASSOCIAZIONE “LILA”
NR.TEL.: 348/ 7444 267
E-MAIL: associazionelila@gmail.com 
www.associazionelila@altervista.org
FB: Associazione LILA

martedì 15 settembre 2015

Cerchi una tata, trovi un'amica...




Lunedì ho accompagnato il mio bimbo al suo primo giorno di asilo (o scuola dell'infanzia, chiamatela come vi pare…). Non mi aspettavo di commuovermi preparandogli lo zainetto, non mi aspettavo di sentirmi così orgogliosa di lui quando l'ho visto buttarsi "nella mischia", pensavo che le mie 4 ore mattutine di "libertà" sarebbero volate tra una faccenda domestica e l'altra... e invece, tra un'occhiata e l'altra all'orologio, il tempo ha rallentato la sua corsa. Non vedevo l'ora di andare a prenderlo per chiedere a lui e alle maestre com'era andata!
E' stato un ottimo inizio, si è dimostrato sicuro di sè e non ha versato neanche una lacrima (per ora… vedremo cosa succede quando capirà che andare all'asilo non è un diversivo bensì un impegno quotidiano), e sono più che certa che la sua fiducia in sé e la mia positività siano dovute alla bellissima esperienza che abbiamo avuto con Elisa Cacitti, la nostra tagesmutter di fiducia. Da quando aveva 2 anni, infatti, io e il papà abbiamo deciso di portare nostro figlio in un nido familiare, affinché cominciasse a relazionarsi con i suoi coetanei in un ambiente più contenuto e meno affollato rispetto agli asili nido tradizionali. Abbiamo visitato il nido familiare "hola luna", a Casanova di Tolmezzo, e abbiamo trovato esattamente cosa stavamo cercando. L'ambiente creato da Elisa è tutt'altro che asettico e iperprotetto: i bimbi imparano così a salire e scendere le scale, a non cadere dal divano, e persino ad alimentare il fuoco nella stufa.  E soprattutto cominciano già a relazionarsi con i propri coetanei, imparando gradualmente quali sono le regole fondamentali per giocare assieme.
Elisa ha seguito l'inserimento del bimbo, mi ha sostenuta nell'affrontare i "terrible twos" e le conseguenti crisi di pianto, ha posto le mie domande alle sue pedagogiste di riferimento e mi ha offerto più di un caffè per parlare delle mie insicurezze in un ambiente amichevole e incoraggiante. Il nido d'infanzia familiare è infatti concepito per venire incontro alle esigenze delle famiglie che hanno un bimbo di età tra 3 e 36 mesi, offrendo orari flessibili e la possibilità di usufruire del servizio con una frequenza ponderata sulle specifiche necessità del bimbo e dei suoi genitori. Le tariffe sono molto convenienti, e la qualità dell'attività educativa è garantita dall'esperienza e dal titolo di studio della tagesmutter, la quale, a differenza di una baby sitter, deve seguire periodici corsi di aggiornamento e opera sotto alla supervisione di un'associazione regionale riconosciuta (La Gerla).  Anche il menu è programmato in base alle direttive dell'azienda sanitaria;  da Elisa in particolare c'è una grande attenzione ai prodotti locali e naturali.
Da lei abbiamo trovato ispirazione per tante attività da riproporre a casa, e ci ha passato diverse "dritte" che ci sono state di grande aiuto nei piccoli grandi passi della nostra piccola peste, dallo spannolinamento all'arrivo del fratellino… per non parlare delle quantità di vestiti e oggetti che ci ha passato. 
Il grande è ormai passato al grembiulino azzurro, ma tra poco ricomincerò a lavorare e dopo la prima esperienza più che positiva sono felice e sollevata di potermi affidare di nuovo ad Elisa per portarle il piccolo, che ha ormai sei mesi.
Per chi volesse contattarla, questo è il suo numero di telefono: 3396308287
Grazie Elisa, e buon lavoro!


Il piccolo orto che Elisa coltiva assieme ai bimbi
Parte del giardino estivo

mercoledì 22 luglio 2015

Ciao Giorgio!

Tra poche ore avresti compiuto 60 anni, invece, come hai sempre sostenuto da quando ti ho conosciuto, non riuscirai a festeggiarli.
Il destino è stato avverso con te, hai convissuto con molti problemi di salute, ma eri forte, non ti lamentavi mai, ti rassegnavi alla volontà divina e dicevi che Ricky era la tua medicina. 
Sei entrato nella mia vita quand'ero poco più che una ragazzina e mi hai subito accolta come una figlia.
Mi ricordo ancora il giorno in cui mamma mi disse che aveva conosciuto un uomo che le piaceva e con cui si poteva parlare tranquillamente. Dopo aver vinto lo scetticismo iniziale ho voluto conoscerti e, sì, mamma aveva ragione. Tu ascoltavi, mi capivi più di qualunque altra persona e mi hai trattata come tua figlia da subito. Hai saputo donarmi tantissimo affetto, trattavi me e la mamma come principesse e facevi tutto per noi, ti preoccupavi e ci eri sempre accanto, come e più di un papà. 
Caratterialmente ci assomigliavamo: entrambi lunatici, diretti e, a volte, burberi, forse per questo ci capivamo alla perfezione.
Due anni e mezzo fa Riccardo ti ha permesso di diventare nonno e i tuoi occhi hanno iniziato a brillare di una luce diversa, più intensa. Avevi perso la testa per lui e ovunque andassi lo nominavi. La sera ti aspettavamo per scambiare quattro chiacchiere e ridere parlando di Ricky. Spero che almeno lui sia riuscito ad alleviare questi ultimi anni difficili e spero di essere riuscita a farti capire quanto ti adoravo e che per me eri come e più di un papà: un papà di quelli speciali! 
Rimpiangerò sempre di non saper esprimere i miei sentimenti e di non essere riuscira a dirti esplicitamente dhe ti volevo bene.
Ora sei diventato la nostra stella e non possiamo far altro che salutarti e mandare un bacino rivolti alla stella più bella ogni sera.
Ci manchi tanto Nonno Giorgio, veglia su di noi e sulla mamma!
Un abbraccio
Hilary e Riccardo

lunedì 6 luglio 2015

Nonna docet: i consigli della nonna





Ammettiamolo, non c'è cosa più fastidiosa dei consigli che piovono dal primo istante in cui la gravidanza diventa nota, alla nascita del bambino, per poi continuare... credo per tutta la vita.
"Sarà sicuramente un maschio, perchè hai i fianchi stretti e la pancia bassa". Ok, ci hai azzeccato, ma i miei fianchi sono tutt'altro che stretti purtroppo.
"No sta tegni simpri tal brac chel frut" (non tenere sempre in braccio qual bambino, n.d.r.). Puoi anche aver ragione, ma che c...o te ne frega, le spalle sono mie, mica tue. Pardon my French!
La lista potrebbe continuare all'infinito, ma non è mia intenzione tediarvi con i luoghi comuni. Sono partita da alcuni esempi per dire che, a volte, non riesco nemmeno io a esimermi dal dare consigli e lo faccio a fin di bene, dopotutto si ha sempre qualcosa da imparare, no?! Qui di seguito vi elenco alcuni suggerimenti della nonna/rimedi casalinghi - non riguardanti solamente la maternità e i bambini - che potrebbero tornare utili:


  • Vostro figlio ha la febbre? Ha già preso dosi industriali di tachipirina, ma comunque non scende? Provate a bagnare il suo corpicino, in particolare testa, inguine, caviglie e ascelle con dell'acqua fredda; il sollievo sarà immediato.
  • Il piccolo ha la tosse e mal di gola? Un pediatra mi ha consigliato di non prendere in considerazione i vari sciroppi presenti in commercio e dargli latte e miele, l'unico antibiotico - naturale, tra l'altro - realmente efficace.
  • Tuo figlio ha poco equilibrio e tende a cadere spesso provocandosi svariati bernoccoli?! Metti subito del burro sopra la botta e il bernoccolo sparirà magicamente. Funziona molto bene anche una crema a base di consolida maggiore.
  • Ok, dare zuccheri ai propri figli non è proprio il massimo, ma un pò di gelato contro il mal di gola ci sta.
  • Inserite qualche goccia di succo di limone nella lavatrice per dare ai capi di vostro figlio un odore fresco e pulito.
  • La pelle del culetto del vostro bimbo è irritata? Avete provato con l'amido di mais? Mettetelo bene anche nelle pieghette della pelle.
  • E per il mal di orecchie avete mai provato ad intiepidire un pò di olio di oliva e mettere qualche goccia nell'orecchio con un cotton fioc? Certo non basta a curare un'otite, ma il sollievo è immediato e lo dice una che di mal di orecchie ha sofferto parecchio. E, personalmente, trovo utile anche un caffè in caso di mal di testa. Da italiana atipica, il caffè non lo apprezzo molto, ma in alcuni casi fa bene e non dimenticate di conservarne i fondi e fare un impacco anti cellulite.
  • Se avete i capelli spenti, provate a risciacquarli con l'aceto: appariranno subito più lucidi.
  • E, a proposito di aceto, sostituitelo con un pò di limone per condire l'insalata, vi aiuterà ad assimilare meglio la vitamina C.
  • Avete mangiato una banana? Non buttate via la buccia, passatela sui denti per farli apparire subito più bianchi.
  • La vostra piantina preferita sta soffrendo? Datele un pò di aspirina e resusciterà subito :-)
Basta per oggi, altrimenti divento peggio delle babe di paese.
Condividete con noi i vostri rimedi naturali, credo siano sempre utili! 

mercoledì 1 luglio 2015

Incontri al parco giochi: venerdì 3 luglio siamo in vacanza...

Venerdì 3 luglio il solito incontro salta causa vacanze e altro impegno della maggior parte del gruppo... ma tranquille, si ricomincia con tante novità già martedì 7 luglio, solito orario e luogo (10-12, parco delle terme di arta!) Buon weekend calliente a tutte ;)