mercoledì 22 luglio 2015

Ciao Giorgio!

Tra poche ore avresti compiuto 60 anni, invece, come hai sempre sostenuto da quando ti ho conosciuto, non riuscirai a festeggiarli.
Il destino è stato avverso con te, hai convissuto con molti problemi di salute, ma eri forte, non ti lamentavi mai, ti rassegnavi alla volontà divina e dicevi che Ricky era la tua medicina. 
Sei entrato nella mia vita quand'ero poco più che una ragazzina e mi hai subito accolta come una figlia.
Mi ricordo ancora il giorno in cui mamma mi disse che aveva conosciuto un uomo che le piaceva e con cui si poteva parlare tranquillamente. Dopo aver vinto lo scetticismo iniziale ho voluto conoscerti e, sì, mamma aveva ragione. Tu ascoltavi, mi capivi più di qualunque altra persona e mi hai trattata come tua figlia da subito. Hai saputo donarmi tantissimo affetto, trattavi me e la mamma come principesse e facevi tutto per noi, ti preoccupavi e ci eri sempre accanto, come e più di un papà. 
Caratterialmente ci assomigliavamo: entrambi lunatici, diretti e, a volte, burberi, forse per questo ci capivamo alla perfezione.
Due anni e mezzo fa Riccardo ti ha permesso di diventare nonno e i tuoi occhi hanno iniziato a brillare di una luce diversa, più intensa. Avevi perso la testa per lui e ovunque andassi lo nominavi. La sera ti aspettavamo per scambiare quattro chiacchiere e ridere parlando di Ricky. Spero che almeno lui sia riuscito ad alleviare questi ultimi anni difficili e spero di essere riuscita a farti capire quanto ti adoravo e che per me eri come e più di un papà: un papà di quelli speciali! 
Rimpiangerò sempre di non saper esprimere i miei sentimenti e di non essere riuscira a dirti esplicitamente dhe ti volevo bene.
Ora sei diventato la nostra stella e non possiamo far altro che salutarti e mandare un bacino rivolti alla stella più bella ogni sera.
Ci manchi tanto Nonno Giorgio, veglia su di noi e sulla mamma!
Un abbraccio
Hilary e Riccardo

lunedì 6 luglio 2015

Nonna docet: i consigli della nonna





Ammettiamolo, non c'è cosa più fastidiosa dei consigli che piovono dal primo istante in cui la gravidanza diventa nota, alla nascita del bambino, per poi continuare... credo per tutta la vita.
"Sarà sicuramente un maschio, perchè hai i fianchi stretti e la pancia bassa". Ok, ci hai azzeccato, ma i miei fianchi sono tutt'altro che stretti purtroppo.
"No sta tegni simpri tal brac chel frut" (non tenere sempre in braccio qual bambino, n.d.r.). Puoi anche aver ragione, ma che c...o te ne frega, le spalle sono mie, mica tue. Pardon my French!
La lista potrebbe continuare all'infinito, ma non è mia intenzione tediarvi con i luoghi comuni. Sono partita da alcuni esempi per dire che, a volte, non riesco nemmeno io a esimermi dal dare consigli e lo faccio a fin di bene, dopotutto si ha sempre qualcosa da imparare, no?! Qui di seguito vi elenco alcuni suggerimenti della nonna/rimedi casalinghi - non riguardanti solamente la maternità e i bambini - che potrebbero tornare utili:


  • Vostro figlio ha la febbre? Ha già preso dosi industriali di tachipirina, ma comunque non scende? Provate a bagnare il suo corpicino, in particolare testa, inguine, caviglie e ascelle con dell'acqua fredda; il sollievo sarà immediato.
  • Il piccolo ha la tosse e mal di gola? Un pediatra mi ha consigliato di non prendere in considerazione i vari sciroppi presenti in commercio e dargli latte e miele, l'unico antibiotico - naturale, tra l'altro - realmente efficace.
  • Tuo figlio ha poco equilibrio e tende a cadere spesso provocandosi svariati bernoccoli?! Metti subito del burro sopra la botta e il bernoccolo sparirà magicamente. Funziona molto bene anche una crema a base di consolida maggiore.
  • Ok, dare zuccheri ai propri figli non è proprio il massimo, ma un pò di gelato contro il mal di gola ci sta.
  • Inserite qualche goccia di succo di limone nella lavatrice per dare ai capi di vostro figlio un odore fresco e pulito.
  • La pelle del culetto del vostro bimbo è irritata? Avete provato con l'amido di mais? Mettetelo bene anche nelle pieghette della pelle.
  • E per il mal di orecchie avete mai provato ad intiepidire un pò di olio di oliva e mettere qualche goccia nell'orecchio con un cotton fioc? Certo non basta a curare un'otite, ma il sollievo è immediato e lo dice una che di mal di orecchie ha sofferto parecchio. E, personalmente, trovo utile anche un caffè in caso di mal di testa. Da italiana atipica, il caffè non lo apprezzo molto, ma in alcuni casi fa bene e non dimenticate di conservarne i fondi e fare un impacco anti cellulite.
  • Se avete i capelli spenti, provate a risciacquarli con l'aceto: appariranno subito più lucidi.
  • E, a proposito di aceto, sostituitelo con un pò di limone per condire l'insalata, vi aiuterà ad assimilare meglio la vitamina C.
  • Avete mangiato una banana? Non buttate via la buccia, passatela sui denti per farli apparire subito più bianchi.
  • La vostra piantina preferita sta soffrendo? Datele un pò di aspirina e resusciterà subito :-)
Basta per oggi, altrimenti divento peggio delle babe di paese.
Condividete con noi i vostri rimedi naturali, credo siano sempre utili! 

mercoledì 1 luglio 2015

Incontri al parco giochi: venerdì 3 luglio siamo in vacanza...

Venerdì 3 luglio il solito incontro salta causa vacanze e altro impegno della maggior parte del gruppo... ma tranquille, si ricomincia con tante novità già martedì 7 luglio, solito orario e luogo (10-12, parco delle terme di arta!) Buon weekend calliente a tutte ;)

martedì 16 giugno 2015

Ma… come si fa?!

Se vuoi che tuo figlio non diventi un bambino viziato, bisogna dargli le regole da subito. Devi spiegargli il motivo per il quale non bisogna mettere gli spaghetti nelle orecchie, anche se il suo sviluppo intellettuale ed emotivo non è ancora abbastanza maturo; devi essere autoritaria, ma non alzare troppo la voce. Non bisogna alzare le mani, altrimenti diventerà prepotente. Se gli girano i 5 minuti proprio mentre sei in cassa al supermercato, devi prenderlo in disparte e lasciare che si sfoghi senza curarti di dare noia a tutta la fila. Non devi sentirti in colpa se lo lasci a casa con i nonni o al nido mentre tu vai a lavorare: la sera, quando torni a casa e lui vuole giocare con te, devi spiegargli che non è il momento, perché la mamma deve cucinare, e che giocherai con lui dopo aver cenato e sistemato le stoviglie. Lui lo deve accettare: se fa i capricci, ignoralo. Al mattino non devi assolutamente accendere la tv per farlo svagare un po' durante i 7 minuti che ti servono per prepararti per andare al lavoro: questo comportamento avrà delle ripercussioni sul suo sviluppo emotivo.
A forza di leggere tutte queste "buone pratiche", la mia spontaneità mi ha detto "mandi" da un bel pezzo, e mi ha lasciata in balia di innumerevoli paranoie. Ci sono momenti in cui avrei voglia di scrollarmi di dosso tutte le informazioni che ho acquisito in questi anni per potermi relazionare con i miei figli senza quei maledetti sensi di colpa che a volte finiscono per trasformare lo stare insieme in una serie ragionata di azioni con fini pseudo pedagogici. Vorrei essere libera di giocare con lui divertendomi, ma devo fare la mamma, non l'amica. Vorrei ridere dei sorrisi marroni e bavosi che fa quando si gode un quadretto di cioccolata, ma c'è l'oliodipalmaechissàchealtro;  vorrei non sentirmi un mostro se mi scappa di dargli uno schiaffetto sulla sua manina troppo vicina ad una presa di corrente. Vorrei vivere giorno per giorno, senza dover programmare maniacalmente le attività per gestire l'energia dello scatenato duenne in modo tale che non sbrocchi quando è ora del pisolo pomeridiano, o quando deve sedersi a tavola.
Guardo lo spettacolo dei gattini che dormono assieme alla loro mamma con un'infinita invidia, perché io dormo con entrambi i bimbi nella loro stanzetta, e anche per questo mi sento in colpa (anche se sono superfelice di godermeli giorno e notte, e nonostante la stanchezza, mi capita di rimanere sveglia per ore solo per guardarli respirare). Si, vorrei educarli con naturalezza, ma... come si fa…



domenica 7 giugno 2015

Ma dove vivono i papà?!

Ci sono i papà premurosi, sempre sorridenti, che fanno di tutto per aiutare la propria compagna e renderle la vita meno pesante, che ti portano al mare ogni domenica e lavano i piatti. Poi ci sono i papà della vita reale, che sbuffano in continuazione, si lamentano perchè non riescono a dormire 12 ore di fila e il giorno dopo devono andare a lavorare, che si irritano se fai i lavori domestici disturbando il loro riposino, che pretendono di uscire quasi ogni sera e tornare a notte fonda senza sentirsi minimamente in colpa, che si arrabbiano se torni tardi dal lavoro (?!) e spesso fanno sfoggio di un vocabolario degno di un camionista bulgaro (non voglio essere razzista). In pratica ci sono i papà dei sogni e quelli che dobbiamo sopportare tutti i giorni, ma attenzione: non dobbiamo niente e se ci portano all'esasperazione, cerchiamo di redimerli.
C'è poco da fare, gli uomini non sono come noi, non capiscono le priorità della vita, sono immaturi, viziati ed egoisti. I loro bisogni vengono sempre al primo posto e credono di fare sempre troppo. 
Le eccezioni, per fortuna, ci sono, altrimenti non sarebbe possibile confermare la regola ;), ma la vita di coppia è durissima e, credetemi, se tornassi indietro farei un figlio da sola! E pensare che ci avevo anche pensato....
Svusate lo sfogo e buona domenica a tutti/e

giovedì 28 maggio 2015

Il tempo delle mamme è più prezioso?!

Diventando mamma gli impegni si moltiplicano e, come ho sottolineato molte volte, conciliare famiglia e lavoro è un compito arduo, molto arduo, visto che spesso i datori di lavoro non capiscono i salti mortali che una mamma (o un papà) deve fare per riuscire a coprire quel turno impossibile di 11 ore, ma lavorare è necessario, quindi, in qualche modo una soluzione la trovi, la DEVI trovare.
Spesso hai la tentazione e, ammettiamolo, la sfacciataggine di chiedere un cambio turno a quella collega gentile e senza figli che non è oberata di impegni come te.
Lei è troppo gentile per rifiutarti il favore, ma tu ti senti in colpa, perché credi che il suo tempo valga tanto quanto il tuo e che non si debba penalizzarla solo perché non ha ancora una famiglia. Anche lei ha mille impegni, solo che per lei è più facile organizzarsi. Forse questa è solo una giustificazione che ci diamo noi mamme per nascondere i sensi di colpa e perché ci rendiamo conto di dover per forza di cose pesare sulle altre persone. Avresti creduto di riuscire a gestire la tua vita e i tuoi impegni come prima di diventare mamma, invece è cambiato tutto e ti ritrovi a dover chiedere una sostituzione, proprio tu che non sopportavi quando lo facevano con te..
Solo ora riesco a capire quanto sia importante riuscire a conciliare famiglia e lavoro e sento la necessità di combattere per ottenere dei risultati in tal senso (forse non avrei dovuto guardare la puntata di Ballarò dell'altra sera durante la quale parlavano della situazione delle neo mamme tedesche...). 

Ho trovato quest'articolo che parla proprio dell'argomento appena trattato.